In  questo  saggio  l’autore  analizza  la  presenza  dell’omosessualità,  nonché  dei  suoi  equivalenti simbolici della virilità lesa o diminuita, nella narrativa di Giorgio Bassani. In tale direzione, i testi bassaniani più significativi vengono considerati Gli occhiali d’oro (in cui il tragico protagonista è un omosessuale), Dietro la porta e L’airone, ma anche la figura di Alberto (e, in parte, dello stesso protagonista) nel Giardino dei Finzi-Contini e quella di Barilari in Una notte del ’43 sono oggetto di interpretazione tematica. L’autore del saggio cerca di mostrare che l’identità omosessuale  non è da Bassani indagata in sé e legittimata ontologicamente, ma assume un puro valore di metafora dell’esclusione, anche violenta, quella che parallelamente colpì l’identità ebraica dopo l’emanazione  delle leggi razziali in Italia. Secondo questa angolazione di lettura, il dubbio sulla “conformità” della  propria sessualità, il timore di un’omologazione di essa agli stereotipi della propaganda di regime o  (in Dietro la Porta) la proiezione liberatoria di questi ultimi su un personaggio antagonistico / alteregoico, sembrano abitare i protagonisti dei romanzi e interrogativi deviati o elusi, i tormenti della falsa coscienza.

Bassani e l’omosessualità

PUCCETTI, Valter Leonardo
2016

Abstract

In  questo  saggio  l’autore  analizza  la  presenza  dell’omosessualità,  nonché  dei  suoi  equivalenti simbolici della virilità lesa o diminuita, nella narrativa di Giorgio Bassani. In tale direzione, i testi bassaniani più significativi vengono considerati Gli occhiali d’oro (in cui il tragico protagonista è un omosessuale), Dietro la porta e L’airone, ma anche la figura di Alberto (e, in parte, dello stesso protagonista) nel Giardino dei Finzi-Contini e quella di Barilari in Una notte del ’43 sono oggetto di interpretazione tematica. L’autore del saggio cerca di mostrare che l’identità omosessuale  non è da Bassani indagata in sé e legittimata ontologicamente, ma assume un puro valore di metafora dell’esclusione, anche violenta, quella che parallelamente colpì l’identità ebraica dopo l’emanazione  delle leggi razziali in Italia. Secondo questa angolazione di lettura, il dubbio sulla “conformità” della  propria sessualità, il timore di un’omologazione di essa agli stereotipi della propaganda di regime o  (in Dietro la Porta) la proiezione liberatoria di questi ultimi su un personaggio antagonistico / alteregoico, sembrano abitare i protagonisti dei romanzi e interrogativi deviati o elusi, i tormenti della falsa coscienza.
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