L’innalzamento del livello del mare è in esponenziale accelerazione, a causa dell’emergenza climatica di matrice antropogenica; le previsioni indicano che, nei prossimi decenni, il fenomeno provocherà conseguenze gravissime per le comunità costiere sul piano economico, sociale ed ecologico. Il presente contributo mira ad avviare una riflessione sulle dimensioni giuridiche del problema, rilevando l’assenza di indagini a ciò dedicate nella letteratura giuspubblicistica italiana; quest’ultima, infatti, si è occupata piuttosto del tema – connesso ma non coincidente – dell’erosione costiera. Dopo aver esaminato le normative e le prassi giuridiche multilivello più significative, si osserva che: - le strategie di intervento finora invalse, basate sull’idea di “difesa”, si collocano su una scala temporale di breve termine; - restano relegate a un utilizzo eccezionale e residuale strategie diverse, di tipo precauzionale e proattivo, basate sul “ritiro gestito” (ossia sull’arretramento permanente di edifici e strutture con la loro rilocalizzazione in aree retrostanti, al riparo dai rischi dell’innalzamento del livello del mare, liberando spazi costieri sinora oppressi dal carico edilizio e infrastrutturale e così consentendo alla natura di espandere le sue dinamiche spontanee negli spazi sgravati dalla pressione antropica), sebbene esse siano più adeguate ed effcienti su una scala temporale di medio-lungo termine. Il contributo evidenzia la necessità di un cambio di approccio, che riconosca pari dignità tra le due strategie, valorizzando quelle di medio-lungo termine (e dunque il ritiro gestito) molto più di quanto ora non avvenga: ciò alla luce non solo delle coordinate scientifiche, ma soprattutto del mandato ecologico intergenerazionale imposto ai pubblici poteri dalla novella costituzionale del 2022, rispetto agli artt. 9 e 41, e del principio di resilienza colto nella sua valenza pienamente giuridica. ***** Sea level rise (SLR) is exponentially accelerating due to the anthropogenic climate emergency; according to scientific forecasts, this phenomenon will cause extremely serious economic, social, and ecological consequences for coastal communities in the coming decades. This paper aims to start a discussion on the legal dimensions of SLR problem, noting the lack of studies devoted to this issue in Italian public law scholarship, which has focused primarily on the related (but not overlapping) topic of coastal erosion. After examining the most significant multilevel legal regulations and practices, we observe that: - the intervention strategies currently in place, based on the idea of “defense”, are limited to a short-term timescale; - different precautionary and proactive strategies based on “managed retreat” (i.e., the permanent retreat of buildings and structures and their relocation to backwaters, sheltered from the risks of sea level rise, freeing up coastal areas hitherto burdened by construction and infrastructure, thus allowing nature to expand its spontaneous dynamics in spaces freed from human pressure) remain relegated to exceptional and residual use, even though they are more appropriate and efficient on a medium- to long-term timescale. The paper highlights the need for a shift in approach, recognizing that the two strategies are of equal worth, and valuing medium- to long-term ones (and therefore managed retreat) much more than is currently the case. This is in light not only of scientific guidelines, but above all of the intergenerational ecological mandate imposed on public authorities by the 2022 Constitutional amendment, with respect to Articles 9 and 41, and of the principle of resilience, grasped in its fully legal significance.

L'innalzamento del livello del mare come minaccia esistenziale per le comunità costiere: coordinate scientifiche e strategie giuridiche

Monteduro, Massimo
2024-01-01

Abstract

L’innalzamento del livello del mare è in esponenziale accelerazione, a causa dell’emergenza climatica di matrice antropogenica; le previsioni indicano che, nei prossimi decenni, il fenomeno provocherà conseguenze gravissime per le comunità costiere sul piano economico, sociale ed ecologico. Il presente contributo mira ad avviare una riflessione sulle dimensioni giuridiche del problema, rilevando l’assenza di indagini a ciò dedicate nella letteratura giuspubblicistica italiana; quest’ultima, infatti, si è occupata piuttosto del tema – connesso ma non coincidente – dell’erosione costiera. Dopo aver esaminato le normative e le prassi giuridiche multilivello più significative, si osserva che: - le strategie di intervento finora invalse, basate sull’idea di “difesa”, si collocano su una scala temporale di breve termine; - restano relegate a un utilizzo eccezionale e residuale strategie diverse, di tipo precauzionale e proattivo, basate sul “ritiro gestito” (ossia sull’arretramento permanente di edifici e strutture con la loro rilocalizzazione in aree retrostanti, al riparo dai rischi dell’innalzamento del livello del mare, liberando spazi costieri sinora oppressi dal carico edilizio e infrastrutturale e così consentendo alla natura di espandere le sue dinamiche spontanee negli spazi sgravati dalla pressione antropica), sebbene esse siano più adeguate ed effcienti su una scala temporale di medio-lungo termine. Il contributo evidenzia la necessità di un cambio di approccio, che riconosca pari dignità tra le due strategie, valorizzando quelle di medio-lungo termine (e dunque il ritiro gestito) molto più di quanto ora non avvenga: ciò alla luce non solo delle coordinate scientifiche, ma soprattutto del mandato ecologico intergenerazionale imposto ai pubblici poteri dalla novella costituzionale del 2022, rispetto agli artt. 9 e 41, e del principio di resilienza colto nella sua valenza pienamente giuridica. ***** Sea level rise (SLR) is exponentially accelerating due to the anthropogenic climate emergency; according to scientific forecasts, this phenomenon will cause extremely serious economic, social, and ecological consequences for coastal communities in the coming decades. This paper aims to start a discussion on the legal dimensions of SLR problem, noting the lack of studies devoted to this issue in Italian public law scholarship, which has focused primarily on the related (but not overlapping) topic of coastal erosion. After examining the most significant multilevel legal regulations and practices, we observe that: - the intervention strategies currently in place, based on the idea of “defense”, are limited to a short-term timescale; - different precautionary and proactive strategies based on “managed retreat” (i.e., the permanent retreat of buildings and structures and their relocation to backwaters, sheltered from the risks of sea level rise, freeing up coastal areas hitherto burdened by construction and infrastructure, thus allowing nature to expand its spontaneous dynamics in spaces freed from human pressure) remain relegated to exceptional and residual use, even though they are more appropriate and efficient on a medium- to long-term timescale. The paper highlights the need for a shift in approach, recognizing that the two strategies are of equal worth, and valuing medium- to long-term ones (and therefore managed retreat) much more than is currently the case. This is in light not only of scientific guidelines, but above all of the intergenerational ecological mandate imposed on public authorities by the 2022 Constitutional amendment, with respect to Articles 9 and 41, and of the principle of resilience, grasped in its fully legal significance.
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Descrizione: L'innalzamento del livello del mare come minaccia esistenziale per le comunità costiere: coordinate scientifiche e strategie giuridiche
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