Il contributo propone una riflessione sul progetto di paesaggio come dispositivo di valorizzazione del patrimonio territoriale, assumendo come caso studio il Parco Agricolo Multifunzionale del Negroamaro, esperimento di costruzione di “welfarescape” nel contesto della Puglia centro-meridionale. Il testo indaga il ruolo delle dotazioni territoriali e dei servizi collettivi quali infrastrutture materiali e immateriali del welfare urbano, sottolineando la necessità di un loro ripensamento qualitativo in risposta alle trasformazioni demografiche, ambientali e sociali che investono i territori intermedi italiani. In tale quadro, il progetto del Parco si configura come un dispositivo territoriale innovativo, capace di connettere il sistema urbano con quello rurale attraverso la valorizzazione delle componenti patrimoniali – idro-geomorfologiche, agricole e storico-culturali – e la costruzione di reti ecologiche e paesaggistiche integrate. L’approccio si fonda su un cambio di paradigma che assume il paesaggio come infrastruttura di benessere, spazio di relazione e strumento di adattamento climatico. L’obiettivo è ridefinire la nozione di parco come dotazione territoriale diffusa, in grado di incrementare l’abitabilità e la qualità dello spazio pubblico, trasformando la campagna in un continuum di pratiche sostenibili e accessibili. Il progetto del paesaggio, in questa prospettiva, diventa un campo operativo centrale per la rigenerazione dei territori e per la costruzione di nuove forme di welfare ecologico e democratico.

Il progetto di paesaggio come dispositivo di valorizzazione del patrimonio. Il caso del Parco Agricolo Multifunzionale del Negroamaro.

Marco Patruno
Primo
Investigation
2024-01-01

Abstract

Il contributo propone una riflessione sul progetto di paesaggio come dispositivo di valorizzazione del patrimonio territoriale, assumendo come caso studio il Parco Agricolo Multifunzionale del Negroamaro, esperimento di costruzione di “welfarescape” nel contesto della Puglia centro-meridionale. Il testo indaga il ruolo delle dotazioni territoriali e dei servizi collettivi quali infrastrutture materiali e immateriali del welfare urbano, sottolineando la necessità di un loro ripensamento qualitativo in risposta alle trasformazioni demografiche, ambientali e sociali che investono i territori intermedi italiani. In tale quadro, il progetto del Parco si configura come un dispositivo territoriale innovativo, capace di connettere il sistema urbano con quello rurale attraverso la valorizzazione delle componenti patrimoniali – idro-geomorfologiche, agricole e storico-culturali – e la costruzione di reti ecologiche e paesaggistiche integrate. L’approccio si fonda su un cambio di paradigma che assume il paesaggio come infrastruttura di benessere, spazio di relazione e strumento di adattamento climatico. L’obiettivo è ridefinire la nozione di parco come dotazione territoriale diffusa, in grado di incrementare l’abitabilità e la qualità dello spazio pubblico, trasformando la campagna in un continuum di pratiche sostenibili e accessibili. Il progetto del paesaggio, in questa prospettiva, diventa un campo operativo centrale per la rigenerazione dei territori e per la costruzione di nuove forme di welfare ecologico e democratico.
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