Il contributo propone una riflessione preliminare sull’organizzazione topografica dell’antico centro messapico, per il quale i dati archeologici restituiscono informazioni relativamente al periodo compreso tra l’epoca arcaica e il III sec. a.C. La netta maggioranza delle testimonianze si riferisce ad aree di necropoli, che si distribuiscono lungo le principali vie di comunicazione, in particolare lungo l’asse in direzione di Oria. I nuclei di sepolture, segnalati da scarsi e spesso isolati ritrovamenti per la fase arcaica e classica, raggiungono il massimo sviluppo tra la seconda metà del IV e la prima metà del III sec. a.C. Il centro era dotato di una – o, più probabilmente due – cinte murarie concentriche, la più estesa delle quali raggiungeva una lunghezza di circa 3,7 chilometri e racchiudeva una superficie di 103 ettari. Di queste, probabilmente non contemporanee, si analizzano le caratteristiche e si ricostruisce il tracciato sulla base delle evidenze archeologiche e dell’analisi aerofotografica. Il lavoro si conclude con uno sguardo al territorio, al sistema delle c.d. specchie e ai due santuari extraurbani in grotta

Ceglie Messapica tra età arcaica ed ellenistica: contributo alla carta archeologica del centro abitato

Giovanna Cera
2020

Abstract

Il contributo propone una riflessione preliminare sull’organizzazione topografica dell’antico centro messapico, per il quale i dati archeologici restituiscono informazioni relativamente al periodo compreso tra l’epoca arcaica e il III sec. a.C. La netta maggioranza delle testimonianze si riferisce ad aree di necropoli, che si distribuiscono lungo le principali vie di comunicazione, in particolare lungo l’asse in direzione di Oria. I nuclei di sepolture, segnalati da scarsi e spesso isolati ritrovamenti per la fase arcaica e classica, raggiungono il massimo sviluppo tra la seconda metà del IV e la prima metà del III sec. a.C. Il centro era dotato di una – o, più probabilmente due – cinte murarie concentriche, la più estesa delle quali raggiungeva una lunghezza di circa 3,7 chilometri e racchiudeva una superficie di 103 ettari. Di queste, probabilmente non contemporanee, si analizzano le caratteristiche e si ricostruisce il tracciato sulla base delle evidenze archeologiche e dell’analisi aerofotografica. Il lavoro si conclude con uno sguardo al territorio, al sistema delle c.d. specchie e ai due santuari extraurbani in grotta
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