Muro Leccese, il cui nome antico è tutt’oggi sconosciuto, è un abitato messapico a continuità di vita del quale restano numerose evidenze archeologiche relative alla fase di IV-III secolo a.C., momento nel quale è uno dei centri dominanti della Messapia meridionale e raggiunge un’estensione di oltre 100 ettari. Le imponenti mura, costruite a struttura piena per tutta la loro lunghezza di 4 km, segnano ancora fortemente il territorio e, in alcuni tratti, costituiscono anche il limite del feudo comunale. La lunga storia di Muro (fig. 1) può essere divisa in tre momenti principali: un villaggio dell’età del Ferro dall’VIII alla metà del VI secolo a.C., un insediamento arcaico dalla metà del VI al terzo quarto del IV secolo a.C. e la città cinta dalle imponenti mura tra il tardo IV e la prima metà del III secolo a.C., quando la sconfitta contro i romani comporta la distruzione dell’abitato in seguito a violenti scontri durante il bellum sallentinum. Nonostante la fase più recente abbia comportato l’obliterazione di quelle precedenti e una notevole riorganizzazione del centro, una serie di indagini archeologiche sistematiche ha consentito di raccogliere numerose informazioni relative ai primi momenti di frequentazione del sito, alcune delle quali sono già state presentate con un differente grado di dettaglio. Il presente contributo intende focalizzare l’attenzione proprio sulla prima fase di vita dell’insediamento, al fine di realizzare un’analisi spaziale dei nuclei abitativi e di inquadrare le dinamiche di sviluppo del centro murese per giungere a un possibile confronto con gli altri insediamenti coevi della Puglia meridionale.

Muro Leccese nell’età del Ferro. Forma e organizzazione insediativa di un abitato indigeno della Puglia meridionale

Meo, F.
2019

Abstract

Muro Leccese, il cui nome antico è tutt’oggi sconosciuto, è un abitato messapico a continuità di vita del quale restano numerose evidenze archeologiche relative alla fase di IV-III secolo a.C., momento nel quale è uno dei centri dominanti della Messapia meridionale e raggiunge un’estensione di oltre 100 ettari. Le imponenti mura, costruite a struttura piena per tutta la loro lunghezza di 4 km, segnano ancora fortemente il territorio e, in alcuni tratti, costituiscono anche il limite del feudo comunale. La lunga storia di Muro (fig. 1) può essere divisa in tre momenti principali: un villaggio dell’età del Ferro dall’VIII alla metà del VI secolo a.C., un insediamento arcaico dalla metà del VI al terzo quarto del IV secolo a.C. e la città cinta dalle imponenti mura tra il tardo IV e la prima metà del III secolo a.C., quando la sconfitta contro i romani comporta la distruzione dell’abitato in seguito a violenti scontri durante il bellum sallentinum. Nonostante la fase più recente abbia comportato l’obliterazione di quelle precedenti e una notevole riorganizzazione del centro, una serie di indagini archeologiche sistematiche ha consentito di raccogliere numerose informazioni relative ai primi momenti di frequentazione del sito, alcune delle quali sono già state presentate con un differente grado di dettaglio. Il presente contributo intende focalizzare l’attenzione proprio sulla prima fase di vita dell’insediamento, al fine di realizzare un’analisi spaziale dei nuclei abitativi e di inquadrare le dinamiche di sviluppo del centro murese per giungere a un possibile confronto con gli altri insediamenti coevi della Puglia meridionale.
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