Questo articolo volge l’attenzione a una considerazione del part-time non tanto come politica di crescita dell’occupazione quanto come elemento di una società pluriattiva in cui l’individuo che lo voglia possa “dedicarsi anche ad altre sfere della vita”, col presupposto necessario, però, di non “essere penalizzato sul piano del welfare e della stabilità del lavoro”. Abbiamo guardato, cioè, il part-time come via alla valorizzazione delle attività lavorative fuori mercato in un quadro di riduzione parziale del tempo dedicato al lavoro. Nella nostra analisi del panorama europeo in materia di lavoro a tempo parziale, abbiamo utilizzato una classificazione in tre gruppi di paesi (“nordici”, “continentali” e “mediterranei”) e abbiamo considerato l’entità del part-time, il genere, la distribuzione per età, i tassi di part-time sostanziale e marginale, nonché le motivazioni che inducono i lavoratori ad optare per questa modalità contrattuale, confrontandoli con i diritti dei part-timers. Sembrerebbe che il part-time, laddove ben tutelato, possa rappresentare un buon strumento per “conciliare” il lavoro per il mercato con la formazione per i giovani, con la cura della famiglia per le donne, con un graduale ritiro dal lavoro (per svolgere attività di tempo libero o di volontariato) per gli anziani.

Lavoro e lavori part-time. Un quadro europeo dell'offerta e delle preferenze

Fasano A.
2005

Abstract

Questo articolo volge l’attenzione a una considerazione del part-time non tanto come politica di crescita dell’occupazione quanto come elemento di una società pluriattiva in cui l’individuo che lo voglia possa “dedicarsi anche ad altre sfere della vita”, col presupposto necessario, però, di non “essere penalizzato sul piano del welfare e della stabilità del lavoro”. Abbiamo guardato, cioè, il part-time come via alla valorizzazione delle attività lavorative fuori mercato in un quadro di riduzione parziale del tempo dedicato al lavoro. Nella nostra analisi del panorama europeo in materia di lavoro a tempo parziale, abbiamo utilizzato una classificazione in tre gruppi di paesi (“nordici”, “continentali” e “mediterranei”) e abbiamo considerato l’entità del part-time, il genere, la distribuzione per età, i tassi di part-time sostanziale e marginale, nonché le motivazioni che inducono i lavoratori ad optare per questa modalità contrattuale, confrontandoli con i diritti dei part-timers. Sembrerebbe che il part-time, laddove ben tutelato, possa rappresentare un buon strumento per “conciliare” il lavoro per il mercato con la formazione per i giovani, con la cura della famiglia per le donne, con un graduale ritiro dal lavoro (per svolgere attività di tempo libero o di volontariato) per gli anziani.
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