L'A. affronta il tema dell'obbligatorietà dell'azione penale, evidenziando i limiti dell'art. 112 Cost. Con riferimento al possibile rimedio dei c.d. criteri di priorità, l'A. ne individua i vantaggi, ma anche i problemi di compatibilità costituzionale. Dopo aver svolto un’indagine sui precedenti storici, rappresentati dalle circolari Pieri-Conti del 1989 e Zagrebelsky del 1990, nonché dal richiamo legislativo ai “criteri di priorità” operato dall’art. 227 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 (sul “giudice unico”), si esaminano i problemi posti dall’indulto del 2006 e dalla circolare Maddalena. Infine, si affrontano le novità normative, non prive di alcune controindicazioni, contenute nel c.d. decreto sicurezza (d.l. n. 92/2008, conv. l. 24 luglio 2008, n. 125), al cui interno, in sede di conversione hanno trovato posto la disciplina sulla formazione dei ruoli di udienza e sui criteri di priorità nella trattazione dei processi, ma anche le misure per assicurare la rapida definizione dei processi.

Verso una giustizia a “due velocità”: obbligatorietà dell’azione penale e criteri di priorità nella trattazione dei procedimenti

BALDUCCI, Paola
2009-01-01

Abstract

L'A. affronta il tema dell'obbligatorietà dell'azione penale, evidenziando i limiti dell'art. 112 Cost. Con riferimento al possibile rimedio dei c.d. criteri di priorità, l'A. ne individua i vantaggi, ma anche i problemi di compatibilità costituzionale. Dopo aver svolto un’indagine sui precedenti storici, rappresentati dalle circolari Pieri-Conti del 1989 e Zagrebelsky del 1990, nonché dal richiamo legislativo ai “criteri di priorità” operato dall’art. 227 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 (sul “giudice unico”), si esaminano i problemi posti dall’indulto del 2006 e dalla circolare Maddalena. Infine, si affrontano le novità normative, non prive di alcune controindicazioni, contenute nel c.d. decreto sicurezza (d.l. n. 92/2008, conv. l. 24 luglio 2008, n. 125), al cui interno, in sede di conversione hanno trovato posto la disciplina sulla formazione dei ruoli di udienza e sui criteri di priorità nella trattazione dei processi, ma anche le misure per assicurare la rapida definizione dei processi.
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