Le problematiche ambientali hanno un valore particolarmente emblematico e significativo per l’Italia, caratterizzata da un accentuato abusivismo edilizio costiero, congestione degli spazi, alta incidenza di incendi boschivi e fenomeni naturali calamitosi (terremoti, inondazioni, eruzioni vulcaniche, frane, ecc.). Pertanto, la creazione di parchi naturali protetti – come il “Bosco e Paludi di Rauccio", piccolo polmone verde, esteso 1.593 ha, a ridosso del capoluogo – garantiscono non solo la tutela della biodiversità e la difesa del patrimonio monumentale esistente, ma altresì l’avvio di una politica economica basata sul coinvolgimento della popolazione residente (in particolare dei giovani), al fine di formare una mentalità ecologica in un quadro complessivo di integrazione competitiva (creazione di nuove opportunità di lavoro, miglioramento della qualità della vita, ottimizzazione della ricettività, diffusione dell’ecoturismo) e di interdipendenza tra sviluppo, salvaguardia degli ecosistemi ed equità sociale: i pilastri su cui poggiano le politiche incentrate sulla sostenibilità e dei quali i protocolli delle conferenze dell’ONU cercano di farsi carico, al fine anche di contenere, entro il 2012, le emissioni di gas serra (causa principale delle ricorrenti siccità in molte zone del pianeta e della scomparsa di interi habitat, nonché di imponenti fenomeni di desertificazione).

Il Parco Naturale Regionale «Bosco e Paludi di Rauccio»

QUARANTA, Adele
2004-01-01

Abstract

Le problematiche ambientali hanno un valore particolarmente emblematico e significativo per l’Italia, caratterizzata da un accentuato abusivismo edilizio costiero, congestione degli spazi, alta incidenza di incendi boschivi e fenomeni naturali calamitosi (terremoti, inondazioni, eruzioni vulcaniche, frane, ecc.). Pertanto, la creazione di parchi naturali protetti – come il “Bosco e Paludi di Rauccio", piccolo polmone verde, esteso 1.593 ha, a ridosso del capoluogo – garantiscono non solo la tutela della biodiversità e la difesa del patrimonio monumentale esistente, ma altresì l’avvio di una politica economica basata sul coinvolgimento della popolazione residente (in particolare dei giovani), al fine di formare una mentalità ecologica in un quadro complessivo di integrazione competitiva (creazione di nuove opportunità di lavoro, miglioramento della qualità della vita, ottimizzazione della ricettività, diffusione dell’ecoturismo) e di interdipendenza tra sviluppo, salvaguardia degli ecosistemi ed equità sociale: i pilastri su cui poggiano le politiche incentrate sulla sostenibilità e dei quali i protocolli delle conferenze dell’ONU cercano di farsi carico, al fine anche di contenere, entro il 2012, le emissioni di gas serra (causa principale delle ricorrenti siccità in molte zone del pianeta e della scomparsa di interi habitat, nonché di imponenti fenomeni di desertificazione).
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