Inserito nel dibattito letterario a lui contemporaneo, la figura del messinese Scipione Errico si articola nel segno di uno spirito militante e battagliero che si riflette anche nella sua produzione letteraria. "Le guerre di Parnaso" (1643), romanzo storico-allegorico in quattro libri, si snoda nella volontà di ricercare un raccordo tra verosimiglianza e inversione, particolarmente, innestando su una topica tradizionale vicende accadute realmente, nelle fattispecie, quelle realative alle guerre di Fiandra nella seconda metà del Cinquecento. Al versante epico appartiene, invece, "L'Iliade, ovvero Achille innamorato" (1661), dove si ripropone una fonte classica che accoglie innovazioni tematiche e strutturali secondo la rivisitazione apportata dalla lirica narrativa secentesca. Il tentativo di calibrare il materiale 'poietico' offerto dalla tradizione classica e, in direzione opposta, l'apporto innovativo della cultura barocca, permette all'Errico di generare una tensione creativa, una dinamica vitale che pone la propria opera fra quelle più interessanti del Seicento italiano.

Dalle "Guerre di Parnaso" all'"Achille innamorato". Scipione Errico tra Omero e Marino

LEONE, Marco
2007

Abstract

Inserito nel dibattito letterario a lui contemporaneo, la figura del messinese Scipione Errico si articola nel segno di uno spirito militante e battagliero che si riflette anche nella sua produzione letteraria. "Le guerre di Parnaso" (1643), romanzo storico-allegorico in quattro libri, si snoda nella volontà di ricercare un raccordo tra verosimiglianza e inversione, particolarmente, innestando su una topica tradizionale vicende accadute realmente, nelle fattispecie, quelle realative alle guerre di Fiandra nella seconda metà del Cinquecento. Al versante epico appartiene, invece, "L'Iliade, ovvero Achille innamorato" (1661), dove si ripropone una fonte classica che accoglie innovazioni tematiche e strutturali secondo la rivisitazione apportata dalla lirica narrativa secentesca. Il tentativo di calibrare il materiale 'poietico' offerto dalla tradizione classica e, in direzione opposta, l'apporto innovativo della cultura barocca, permette all'Errico di generare una tensione creativa, una dinamica vitale che pone la propria opera fra quelle più interessanti del Seicento italiano.
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