Il processo di armonizzazione contabile internazionale ha evidenziato negli ultimi anni una decisa accelerazione a livello europeo, giungendo all’attuale situazione che ha sancito l’introduzione obbligatoria dei principi contabili internazionali dell’IASB per la redazione dei bilanci consolidati delle società quotate, nonché la facoltà ai Paesi membri di estendere l’obbligo/facoltà di adozione degli IAS/IFRS anche ai bilanci di esercizio delle società quotate ed ai bilanci consolidati e di esercizio di altre società. In relazione a ciò, atteso che a livello nazionale le scelte sembrano orientarsi nel senso di fruire di tale possibilità di estensione, si rileva come l’implementazione del modello contabile internazionale, lungi dal riflettere effetti sulle sole società obbligate all’adozione di tale impostazione, potrebbe generare, in un prossimo futuro, rilevanti riflessi anche sulle realtà aziendali più piccole (società non quotate), che peraltro costituiscono la maggioranza delle imprese operanti nel nostro Paese. A tal proposito, divengono fondamentali le scelte che il nostro legislatore opererà con riferimento alla direttiva di <<modernizzazione>> (2003/51) i cui contenuti si dirigono ad allineare, in un’ottica base comune, le direttive comunitarie con il modello internazionale. A tal proposito, lo scritto, si sofferma brevemente sui contenuti della direttiva in questione, ponendo in evidenza sia alcuni problemi inerenti il coordinamento spazio/temporale tra le varie azioni comunitarie, sia la limitata utilità che il modello internazionale può rilevare se riferito a piccole realtà

L'informazione di bilancio delle società non quotate e la modernizzazione delle direttive contabili

ADAMO, Stefano
2004

Abstract

Il processo di armonizzazione contabile internazionale ha evidenziato negli ultimi anni una decisa accelerazione a livello europeo, giungendo all’attuale situazione che ha sancito l’introduzione obbligatoria dei principi contabili internazionali dell’IASB per la redazione dei bilanci consolidati delle società quotate, nonché la facoltà ai Paesi membri di estendere l’obbligo/facoltà di adozione degli IAS/IFRS anche ai bilanci di esercizio delle società quotate ed ai bilanci consolidati e di esercizio di altre società. In relazione a ciò, atteso che a livello nazionale le scelte sembrano orientarsi nel senso di fruire di tale possibilità di estensione, si rileva come l’implementazione del modello contabile internazionale, lungi dal riflettere effetti sulle sole società obbligate all’adozione di tale impostazione, potrebbe generare, in un prossimo futuro, rilevanti riflessi anche sulle realtà aziendali più piccole (società non quotate), che peraltro costituiscono la maggioranza delle imprese operanti nel nostro Paese. A tal proposito, divengono fondamentali le scelte che il nostro legislatore opererà con riferimento alla direttiva di <> (2003/51) i cui contenuti si dirigono ad allineare, in un’ottica base comune, le direttive comunitarie con il modello internazionale. A tal proposito, lo scritto, si sofferma brevemente sui contenuti della direttiva in questione, ponendo in evidenza sia alcuni problemi inerenti il coordinamento spazio/temporale tra le varie azioni comunitarie, sia la limitata utilità che il modello internazionale può rilevare se riferito a piccole realtà
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