Nel presente lavoro vengono analizzate sei carte linguistiche del Salento relative a nomi di animali: grillo, gazza, agnellino, vitellino, pipistrello. Le carte sono state elaborate con i dati ricavati dall’AIS, dall’ALI, dal VDS e dal Nadir. La prospettiva di questo studio oltre che diatopica e diacronica è sociolinguistica. Infatti, i dati linguistici sono stati analizzati non soltanto in relazione ai punti d’inchiesta, al tempo, ma sono stati correlati con le variabili età, istruzione e rete sociali degli informatori del Nadir. Dall’analisi dei dati è risultato che il mutamento più interessante per quest’area è determinato da un intenso processo di standardizzazione che ha azzerato la dialettica interna dei punti. Accanto al fenomeno di standardizzazione, però, in altri punti è stato possibile identificare fenomeni di resistenza: le spinte innovative si scontrano con le spinte conservative, testimonianza di forte lealtà linguistica. In ogni caso, la resistenza al cambiamento sembra essere molto debole rispetto alla dinamica evolutiva che spinge a standardizzare: quando si compie una scelta linguistica, per esempio, viene favorita la denotazione invece dei comportamenti tipici del polimorfismo lessicale. Tra le variabili socio demografiche quella senz’altro più importante è risultata quella della rete. Il modello che emerge da questa analisi identifica nel punto linguistico il contrapporsi tra vitalità e accettazione del modello prevalente.

Creatività popolare e vitalità dei dialetti: dall'agonismo all'agonia

SOBRERO, Alberto;MIGLIETTA, Annarita
2006

Abstract

Nel presente lavoro vengono analizzate sei carte linguistiche del Salento relative a nomi di animali: grillo, gazza, agnellino, vitellino, pipistrello. Le carte sono state elaborate con i dati ricavati dall’AIS, dall’ALI, dal VDS e dal Nadir. La prospettiva di questo studio oltre che diatopica e diacronica è sociolinguistica. Infatti, i dati linguistici sono stati analizzati non soltanto in relazione ai punti d’inchiesta, al tempo, ma sono stati correlati con le variabili età, istruzione e rete sociali degli informatori del Nadir. Dall’analisi dei dati è risultato che il mutamento più interessante per quest’area è determinato da un intenso processo di standardizzazione che ha azzerato la dialettica interna dei punti. Accanto al fenomeno di standardizzazione, però, in altri punti è stato possibile identificare fenomeni di resistenza: le spinte innovative si scontrano con le spinte conservative, testimonianza di forte lealtà linguistica. In ogni caso, la resistenza al cambiamento sembra essere molto debole rispetto alla dinamica evolutiva che spinge a standardizzare: quando si compie una scelta linguistica, per esempio, viene favorita la denotazione invece dei comportamenti tipici del polimorfismo lessicale. Tra le variabili socio demografiche quella senz’altro più importante è risultata quella della rete. Il modello che emerge da questa analisi identifica nel punto linguistico il contrapporsi tra vitalità e accettazione del modello prevalente.
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