L’ultima battaglia di Muro Leccese, la città che sfidò Roma rappresenta uno dei contributi più innovativi e significativi degli ultimi anni nell’ambito dell’archeologia del conflitto e degli studi sulla Messapia preromana. Attraverso oltre venticinque anni di ricerche archeologiche condotte nel sito messapico di Muro Leccese, il volume ricostruisce con rigore scientifico e straordinaria ricchezza di dati le vicende che portarono alla distruzione della città nel corso della seconda guerra punica. L’opera integra in modo originale dati archeologici, storia militare, antropologia fisica, analisi tafonomiche, archeologia sperimentale e tecnologie digitali, offrendo una lettura multidisciplinare degli eventi bellici che interessarono il Salento nel III sec. a.C. Le evidenze emerse dagli scavi – ghiande missili in piombo, proiettili litici di catapulta, dardi di scorpio, strutture difensive e tracce materiali dell’assedio – consentono di ricostruire con rara precisione le dinamiche di uno scontro armato tra Roma e una delle principali città messapiche dell’Italia meridionale. Particolare rilievo assumono le analisi antropologiche delle sepolture anomale rinvenute nel sito, che restituiscono la dimensione umana della guerra attraverso l’osservazione delle pratiche funerarie d’emergenza, lo studio dei traumi e delle condizioni di vita degli individui coinvolti nel conflitto. Il volume si distingue anche per l’attenzione alla public archaeology, con contributi di Ruben Cataldo e Francesco Cellamare dedicati alla ricostruzione di macchine d’assedio romane. Di notevole rilevanza, a fini divulgativi, è inoltre la ricostruzione facciale di uno degli individui coinvolti negli scontri, realizzata da Chantal Milani mediante avanzate tecnologie di modellazione tridimensionale. Ne emerge un’opera capace di coniugare profilo scientifico, innovazione metodologica e impatto comunicativo. Grazie alla qualità delle evidenze raccolte e all’approccio interdisciplinare adottato, il libro costituisce pertanto un contributo rilevante agli studi di battlefield archaeology. In un panorama in cui la guerra annibalica è stata a lungo studiata prevalentemente attraverso le fonti letterarie, questo volume dimostra quanto l’archeologia possa restituire ciò che i testi tacciono: i corpi, le armi, le scelte disperate di una città che tentò di opporsi alla conquista romana.
L’ULTIMA BATTAGLIA DI MURO LECCESE, LA CITTÀ CHE SFIDÒ ROMA. Archeologia di un campo di battaglia della seconda guerra punica
Meo F.
;Viva S.
2026-01-01
Abstract
L’ultima battaglia di Muro Leccese, la città che sfidò Roma rappresenta uno dei contributi più innovativi e significativi degli ultimi anni nell’ambito dell’archeologia del conflitto e degli studi sulla Messapia preromana. Attraverso oltre venticinque anni di ricerche archeologiche condotte nel sito messapico di Muro Leccese, il volume ricostruisce con rigore scientifico e straordinaria ricchezza di dati le vicende che portarono alla distruzione della città nel corso della seconda guerra punica. L’opera integra in modo originale dati archeologici, storia militare, antropologia fisica, analisi tafonomiche, archeologia sperimentale e tecnologie digitali, offrendo una lettura multidisciplinare degli eventi bellici che interessarono il Salento nel III sec. a.C. Le evidenze emerse dagli scavi – ghiande missili in piombo, proiettili litici di catapulta, dardi di scorpio, strutture difensive e tracce materiali dell’assedio – consentono di ricostruire con rara precisione le dinamiche di uno scontro armato tra Roma e una delle principali città messapiche dell’Italia meridionale. Particolare rilievo assumono le analisi antropologiche delle sepolture anomale rinvenute nel sito, che restituiscono la dimensione umana della guerra attraverso l’osservazione delle pratiche funerarie d’emergenza, lo studio dei traumi e delle condizioni di vita degli individui coinvolti nel conflitto. Il volume si distingue anche per l’attenzione alla public archaeology, con contributi di Ruben Cataldo e Francesco Cellamare dedicati alla ricostruzione di macchine d’assedio romane. Di notevole rilevanza, a fini divulgativi, è inoltre la ricostruzione facciale di uno degli individui coinvolti negli scontri, realizzata da Chantal Milani mediante avanzate tecnologie di modellazione tridimensionale. Ne emerge un’opera capace di coniugare profilo scientifico, innovazione metodologica e impatto comunicativo. Grazie alla qualità delle evidenze raccolte e all’approccio interdisciplinare adottato, il libro costituisce pertanto un contributo rilevante agli studi di battlefield archaeology. In un panorama in cui la guerra annibalica è stata a lungo studiata prevalentemente attraverso le fonti letterarie, questo volume dimostra quanto l’archeologia possa restituire ciò che i testi tacciono: i corpi, le armi, le scelte disperate di una città che tentò di opporsi alla conquista romana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


