Ha 24 anni nel 1942 Giovanni Francesco Romano, quando si presenta sulla scena letteraria con in mano uno strumento fascinosamente desueto, come l’aggettivo che lo accompagna: Solingo liuto s’intitola infatti la sua prima raccolta di versi, quasi tradendo la sottesa consapevolezza da un lato del carattere (scolasticamente) passatista di questi suoi primi esercizi poetici e dall’altro di un isolamento contestuale che sembra dubitare a priori della possibilità che la forma di comunicazione scelta e prodotta possa raggiungere un qualsiasi pubblico.

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Rita NICOLI'
2019-01-01

Abstract

Ha 24 anni nel 1942 Giovanni Francesco Romano, quando si presenta sulla scena letteraria con in mano uno strumento fascinosamente desueto, come l’aggettivo che lo accompagna: Solingo liuto s’intitola infatti la sua prima raccolta di versi, quasi tradendo la sottesa consapevolezza da un lato del carattere (scolasticamente) passatista di questi suoi primi esercizi poetici e dall’altro di un isolamento contestuale che sembra dubitare a priori della possibilità che la forma di comunicazione scelta e prodotta possa raggiungere un qualsiasi pubblico.
2019
9788833290591
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11587/578215
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