Il progetto nasce da un’intuizione condivisa e progressivamente affinata, che la città non possa essere assunta come un semplice contenitore neutro dell’esperienza giuridica e sociale, ma debba essere interrogata come forma attiva, come costruzione storica e normativa, come dispositivo al tempo stesso estetico, funzionale e simbolico. In questa prospettiva, la riflessione sulle regole dell’abitare, intese tanto come forme giuridiche quanto come forme urbanistiche e architettoniche, ha costituito uno dei principali assi teorici del progetto. In entrambe le dimensioni, infatti, la formalizzazione dello spazio urbano appare come la ricaduta materiale di opzioni teoriche alternative: ordine imposto o spontaneo, ordine programmato o ideale, ordine emergente dalla contingenza e dalla necessità. Le relazioni presentate hanno mostrato con chiarezza come la città possa ridursi a un’astrazione, fino a farsi “teatro vuoto” quando si perde il legame con le pratiche che la abitano; ma anche come essa si configuri, in controluce, come un luogo densissimo e stratificato, segnato da continuità e fratture, in cui diritto, spazio e identità non solo si incontrano, ma si producono reciprocamente. È in questo senso che la morfologia urbana si fa sintesi dei fenomeni che la inverano, struttura in cui il la semantica si fa linguaggio dei principi, delle contraddizioni, delle dinamiche cioè che da sempre connaturano le sue trasformazioni sui piani etico e sociale.
Geografie della convivenza. Diritti, memorie e forme dell'abitare urbano
Eliana AUGUSTI
In corso di stampa
Abstract
Il progetto nasce da un’intuizione condivisa e progressivamente affinata, che la città non possa essere assunta come un semplice contenitore neutro dell’esperienza giuridica e sociale, ma debba essere interrogata come forma attiva, come costruzione storica e normativa, come dispositivo al tempo stesso estetico, funzionale e simbolico. In questa prospettiva, la riflessione sulle regole dell’abitare, intese tanto come forme giuridiche quanto come forme urbanistiche e architettoniche, ha costituito uno dei principali assi teorici del progetto. In entrambe le dimensioni, infatti, la formalizzazione dello spazio urbano appare come la ricaduta materiale di opzioni teoriche alternative: ordine imposto o spontaneo, ordine programmato o ideale, ordine emergente dalla contingenza e dalla necessità. Le relazioni presentate hanno mostrato con chiarezza come la città possa ridursi a un’astrazione, fino a farsi “teatro vuoto” quando si perde il legame con le pratiche che la abitano; ma anche come essa si configuri, in controluce, come un luogo densissimo e stratificato, segnato da continuità e fratture, in cui diritto, spazio e identità non solo si incontrano, ma si producono reciprocamente. È in questo senso che la morfologia urbana si fa sintesi dei fenomeni che la inverano, struttura in cui il la semantica si fa linguaggio dei principi, delle contraddizioni, delle dinamiche cioè che da sempre connaturano le sue trasformazioni sui piani etico e sociale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


