Per la sua naturale configurazione geografica di penisola protesa tra due mari, lo Jonio e l’Adriatico, la Puglia, suddivisa nelle tre antiche circoscrizioni di Capitanata, Terra di Bari e Terra d’Otranto, ha giocato un ruolo di indubbia rilevanza nella ripresa economica di fine Medioevo, offrendo – come, tra l’altro, ampiamente documentato anche per le epoche precedenti – le condizioni ottimali a garantire facili approdi e rapidi collegamenti con l’opposta sponda adriatica, oltre che, attraverso Taranto, con le coste calabresi, siciliane e africane. Alla fortunata posizione della rete portuale, favorita, per di più, dal fatto di essere collocata lungo un’ideale piattaforma di collegamento tra Occidente e Oriente, si è aggiunto un entroterra agricolo particolarmente produttivo, le cui eccedenze (specie nella zona del foggiano e del barese) hanno alimentato per secoli il circuito delle esportazioni sulle lunghe distanze. ll contributo ricostruisce la mappatura della portualità minore della provincia di Terra d’Otranto nei secoli XIV e XV; immaginando di circumnavigare la penisola salentina dallo Jonio all’Adriatico, e in particolare da Torre Colimena (a sud di Taranto) a Porto Badisco (a sud di Otranto), traccia un percorso marittimo lungo i porti minori maggiormente attestati dalla documentazione medievale e presso i quali è stato possibile individuare la presenza di infrastrutture portuali destinate alla riparazione navale, al ristoro degli equipaggi, al carico e allo scarico delle merci o ad altre attività comunque legate al mare.
La portualità minore di Terra d’Otranto. Ricognizione e prime analisi
Petracca, Luciana;Vassallo, Maria Rosaria
2026-01-01
Abstract
Per la sua naturale configurazione geografica di penisola protesa tra due mari, lo Jonio e l’Adriatico, la Puglia, suddivisa nelle tre antiche circoscrizioni di Capitanata, Terra di Bari e Terra d’Otranto, ha giocato un ruolo di indubbia rilevanza nella ripresa economica di fine Medioevo, offrendo – come, tra l’altro, ampiamente documentato anche per le epoche precedenti – le condizioni ottimali a garantire facili approdi e rapidi collegamenti con l’opposta sponda adriatica, oltre che, attraverso Taranto, con le coste calabresi, siciliane e africane. Alla fortunata posizione della rete portuale, favorita, per di più, dal fatto di essere collocata lungo un’ideale piattaforma di collegamento tra Occidente e Oriente, si è aggiunto un entroterra agricolo particolarmente produttivo, le cui eccedenze (specie nella zona del foggiano e del barese) hanno alimentato per secoli il circuito delle esportazioni sulle lunghe distanze. ll contributo ricostruisce la mappatura della portualità minore della provincia di Terra d’Otranto nei secoli XIV e XV; immaginando di circumnavigare la penisola salentina dallo Jonio all’Adriatico, e in particolare da Torre Colimena (a sud di Taranto) a Porto Badisco (a sud di Otranto), traccia un percorso marittimo lungo i porti minori maggiormente attestati dalla documentazione medievale e presso i quali è stato possibile individuare la presenza di infrastrutture portuali destinate alla riparazione navale, al ristoro degli equipaggi, al carico e allo scarico delle merci o ad altre attività comunque legate al mare.| File | Dimensione | Formato | |
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