La collezione di antichità appartenuta al ‘geologo-umanista’ Antonio Lazzari comprende un cratere a campana protolucano proveniente da Manduria attualmente esposto presso il MAR, il Museo Archeologico di Castro. La pubblicazione integrale della Collezione donata dalla famiglia Lazzari al MAR offre l’occasione per ritornare sul cratere, edito per la prima volta nel 2016 nella rivista Studi di Antichità 14, anche al fine di presentare le novità emerse in questi ultimi anni sulle ceramiche protolucane in Messapia. Il vaso proviene, stando a fonti orali, dall’insediamento messapico di Manduria e mostra sul lato principale una menade con tirso fra due satiri; sul lato secondario campeggiano tre giovani ammantati. Per la forma e la decorazione il cratere si confronta con vasi realizzati, intorno al 430 a.C., dal Pittore di Amykos, un ceramografo che, sulla base di vari indizi, si ritiene attivo a Metaponto nel quartiere ceramico scoperto negli anni Settanta. Nel contributo il cratere di Castro, oltre ad essere analizzato sotto l’aspetto stilistico, viene presentato nel quadro più ampio delle importazioni protolucane in Messapia. L’obiettivo è quello di comprendere il contributo che questo nuovo interessante documento porta alla discussione sui meccanismi che regolavano l’acquisizione da parte dei Messapi delle ceramiche figurate greche, un tema che le ricerche sui contesti di rinvenimento sviluppate dal settore di Archeologia Classica dell’Università del Salento hanno contribuito a chiarire, evidenziando l’importante ruolo che i manufatti di importazione rivestivano nelle dinamiche di autorappresentazione delle aristocrazie locali.
Il cratere del Pittore di Amykos: nuovi dati sui vasi protolucani in Messapia.
Mannino, Katia
2025-01-01
Abstract
La collezione di antichità appartenuta al ‘geologo-umanista’ Antonio Lazzari comprende un cratere a campana protolucano proveniente da Manduria attualmente esposto presso il MAR, il Museo Archeologico di Castro. La pubblicazione integrale della Collezione donata dalla famiglia Lazzari al MAR offre l’occasione per ritornare sul cratere, edito per la prima volta nel 2016 nella rivista Studi di Antichità 14, anche al fine di presentare le novità emerse in questi ultimi anni sulle ceramiche protolucane in Messapia. Il vaso proviene, stando a fonti orali, dall’insediamento messapico di Manduria e mostra sul lato principale una menade con tirso fra due satiri; sul lato secondario campeggiano tre giovani ammantati. Per la forma e la decorazione il cratere si confronta con vasi realizzati, intorno al 430 a.C., dal Pittore di Amykos, un ceramografo che, sulla base di vari indizi, si ritiene attivo a Metaponto nel quartiere ceramico scoperto negli anni Settanta. Nel contributo il cratere di Castro, oltre ad essere analizzato sotto l’aspetto stilistico, viene presentato nel quadro più ampio delle importazioni protolucane in Messapia. L’obiettivo è quello di comprendere il contributo che questo nuovo interessante documento porta alla discussione sui meccanismi che regolavano l’acquisizione da parte dei Messapi delle ceramiche figurate greche, un tema che le ricerche sui contesti di rinvenimento sviluppate dal settore di Archeologia Classica dell’Università del Salento hanno contribuito a chiarire, evidenziando l’importante ruolo che i manufatti di importazione rivestivano nelle dinamiche di autorappresentazione delle aristocrazie locali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


