L’interrogativo di fondo di questa raccolta di contributi riguarda le potenzialità e i limiti della parola verbale, nelle sue modalità metaforiche, rispetto al «vero», all’assoluto, all’origine, all’infinito: interrogativo radicalmente avvertito da Emilio Cecchi e che costituisce il prevalente punto di riferimento dei vari saggi. Interrogativo connesso alla trasposizione, nel verbale della scrittura, dell’esperienza percettiva, sensibile-emozionale, che nell’immagine trova la priorità visivo-plastico-rappresentativa, e ne implica una possibile equivalenza verbale alternativa all’«ekphrasis», ovvero alla «scrittura tesa alla descrizione di opere figurative, reali o immaginarie», in quanto qui non si pongono problemi di riproduzione, di descrizione, di imitazione, ma ipotesi sul come rendere in parola una percezione visivo-plastica. Si tratta di una fenomenologia che riguarda, soprattutto per Cecchi, sia il ‘genere’ della prosa, sia il ‘genere’ della critica, in quanto Cecchi attua una permeazione costante, sul piano linguistico, tra regimi istituzionali diversi.

I limiti del dire: parola scrittura immagine nel '900

Valter Leonardo Puccetti
2020-01-01

Abstract

L’interrogativo di fondo di questa raccolta di contributi riguarda le potenzialità e i limiti della parola verbale, nelle sue modalità metaforiche, rispetto al «vero», all’assoluto, all’origine, all’infinito: interrogativo radicalmente avvertito da Emilio Cecchi e che costituisce il prevalente punto di riferimento dei vari saggi. Interrogativo connesso alla trasposizione, nel verbale della scrittura, dell’esperienza percettiva, sensibile-emozionale, che nell’immagine trova la priorità visivo-plastico-rappresentativa, e ne implica una possibile equivalenza verbale alternativa all’«ekphrasis», ovvero alla «scrittura tesa alla descrizione di opere figurative, reali o immaginarie», in quanto qui non si pongono problemi di riproduzione, di descrizione, di imitazione, ma ipotesi sul come rendere in parola una percezione visivo-plastica. Si tratta di una fenomenologia che riguarda, soprattutto per Cecchi, sia il ‘genere’ della prosa, sia il ‘genere’ della critica, in quanto Cecchi attua una permeazione costante, sul piano linguistico, tra regimi istituzionali diversi.
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