La crisi energetica del 1973 e la conseguente recessione economica dell’anno successivo indussero lo Stato italiano a progettare l’estensione del parco elettro-atomico. Ma il nuovo piano energetico nazionale, ispirato da logiche tecnocratiche, gestito verticalmente con la sovrapposizione di ambiti di competenza e con l’esclusione del cittadino dall’iter decisionale, fu progressivamente avvertito dall’opinione pubblica come il segnale di una significativa compromissione degli ordinari meccanismi di decisione democratica. Una percezione cui si sommarono le spinte sociali che negli anni Settanta erano in atto nel Paese come effetti inerziali della dirompente stagione sessantottesca, poi potenziati dagli strascichi delle crisi energetiche, l’impatto emotivo provocato dagli incidenti nucleari del decennio successivo e, infine, varie suggestioni mediatiche che disegnavano apocalittici scenari postatomici. In questo clima si svilupparono tensioni, proteste e contestazioni che alimentarono la non accettazione sociale del progetto nucleare.

L'emergenza energetica e l'opzione nucleare

Michele Romano
2020

Abstract

La crisi energetica del 1973 e la conseguente recessione economica dell’anno successivo indussero lo Stato italiano a progettare l’estensione del parco elettro-atomico. Ma il nuovo piano energetico nazionale, ispirato da logiche tecnocratiche, gestito verticalmente con la sovrapposizione di ambiti di competenza e con l’esclusione del cittadino dall’iter decisionale, fu progressivamente avvertito dall’opinione pubblica come il segnale di una significativa compromissione degli ordinari meccanismi di decisione democratica. Una percezione cui si sommarono le spinte sociali che negli anni Settanta erano in atto nel Paese come effetti inerziali della dirompente stagione sessantottesca, poi potenziati dagli strascichi delle crisi energetiche, l’impatto emotivo provocato dagli incidenti nucleari del decennio successivo e, infine, varie suggestioni mediatiche che disegnavano apocalittici scenari postatomici. In questo clima si svilupparono tensioni, proteste e contestazioni che alimentarono la non accettazione sociale del progetto nucleare.
978-88-6458-067-8
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