Il ministero del Turismo ha commissionato nel 2016 ad Edoardo Tresoldi il progetto di restauro della Basilica di Siponto (Puglia, Italia) di cui rimangono solo delle rovine. Il progetto è ottenuto attraverso trame di metallo che si intrecciano nell’aria ricostruendo presumibilmente gli ambienti originari: si tratta di un esempio di restauro creativo. Il saggio intende esaminare la genesi di quest’opera d’arte che ha riacceso il dibattito sull’utilità di questa tipologia di restauro, introdotta per la prima volta da studiosi come Cesare Brandi e Francesco Bonelli che, sulla scia degli insegnamenti di Boito e Giovannoni, hanno dato vita ad una discussione critica sul ruolo che il restauro deve assumere nel ricostruire gli spazi originari di un monumento perduto. Il restauro creativo tende ad includere nel concetto di “restauro” tutte quelle azioni di ricostruzione necessarie a restituire “verità” al monumento perduto per garantire il godimento dello stesso. Di fronte ad un’opera di architettura che ha ormai perso il suo volto, sarà messo in evidenza il valore aggiunto del restauro creativo di Tresoldi che non è solo la ricostruzione della Basilica ma la possibilità, tramite la rete metallica che genera trasparenza, di intendere il monumento non solo come documento storico ma come opera d’arte che necessita di essere esperita esteticamente, salvaguardando il genius loci, facendo diventare il sito un luogo da riscoprire nel suo legame col territorio.

"Presente per volume, assente per materia": Edoardo Tresoldi e il restauro architettonico della Basilica di Siponto

Del Sole, Francesco
2021-01-01

Abstract

Il ministero del Turismo ha commissionato nel 2016 ad Edoardo Tresoldi il progetto di restauro della Basilica di Siponto (Puglia, Italia) di cui rimangono solo delle rovine. Il progetto è ottenuto attraverso trame di metallo che si intrecciano nell’aria ricostruendo presumibilmente gli ambienti originari: si tratta di un esempio di restauro creativo. Il saggio intende esaminare la genesi di quest’opera d’arte che ha riacceso il dibattito sull’utilità di questa tipologia di restauro, introdotta per la prima volta da studiosi come Cesare Brandi e Francesco Bonelli che, sulla scia degli insegnamenti di Boito e Giovannoni, hanno dato vita ad una discussione critica sul ruolo che il restauro deve assumere nel ricostruire gli spazi originari di un monumento perduto. Il restauro creativo tende ad includere nel concetto di “restauro” tutte quelle azioni di ricostruzione necessarie a restituire “verità” al monumento perduto per garantire il godimento dello stesso. Di fronte ad un’opera di architettura che ha ormai perso il suo volto, sarà messo in evidenza il valore aggiunto del restauro creativo di Tresoldi che non è solo la ricostruzione della Basilica ma la possibilità, tramite la rete metallica che genera trasparenza, di intendere il monumento non solo come documento storico ma come opera d’arte che necessita di essere esperita esteticamente, salvaguardando il genius loci, facendo diventare il sito un luogo da riscoprire nel suo legame col territorio.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11587/455654
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