I referendum abrogativi dell’8 e 9 novembre del 1987 riguardanti alcune disposizioni della normativa italiana sull’utilizzo civile e industriale della fissione atomica furono l’epilogo di una complessa vicenda che aveva visto addensarsi attorno alle scelte nucleariste compiute negli anni ’70 e ’80 – e contenute nei vari aggiornamenti che in quei decenni interessarono il piano energetico nazionale (PEN) varato per la prima volta nel 1975 – i cortocircuiti e i conflitti di competenze tra stato, governi regionali e amministrazioni locali, gli antagonismi dei partiti politici, i movimenti di opinione creati da nuovi soggetti politici portatori di istanze ecologiste e ambientaliste, l’impatto emotivo esercitato sull’opinione pubblica da disastri chimici e nucleari, la nuova forma assunta nell’immaginario collettivo dai concetti di rischio e di pericolo diffusi da una comunicazione mediatica sempre più pervasiva. La Puglia fu tra le regioni italiane maggiormente coinvolte in questi processi, e spesso, anzi, proprio per l’entità degli effetti che essi provocarono sul piano sociale, politico, istituzionale, culturale, ne divenne la cassa di risonanza, contribuendo significativamente al rafforzamento di quell’orientamento dell’opinione pubblica italiana sul nucleare che si sarebbe appunto espresso con i referendum del 1987.

Il nucleare, la Puglia e i referendum abrogativi del 1987

Michele ROMANO
2019-01-01

Abstract

I referendum abrogativi dell’8 e 9 novembre del 1987 riguardanti alcune disposizioni della normativa italiana sull’utilizzo civile e industriale della fissione atomica furono l’epilogo di una complessa vicenda che aveva visto addensarsi attorno alle scelte nucleariste compiute negli anni ’70 e ’80 – e contenute nei vari aggiornamenti che in quei decenni interessarono il piano energetico nazionale (PEN) varato per la prima volta nel 1975 – i cortocircuiti e i conflitti di competenze tra stato, governi regionali e amministrazioni locali, gli antagonismi dei partiti politici, i movimenti di opinione creati da nuovi soggetti politici portatori di istanze ecologiste e ambientaliste, l’impatto emotivo esercitato sull’opinione pubblica da disastri chimici e nucleari, la nuova forma assunta nell’immaginario collettivo dai concetti di rischio e di pericolo diffusi da una comunicazione mediatica sempre più pervasiva. La Puglia fu tra le regioni italiane maggiormente coinvolte in questi processi, e spesso, anzi, proprio per l’entità degli effetti che essi provocarono sul piano sociale, politico, istituzionale, culturale, ne divenne la cassa di risonanza, contribuendo significativamente al rafforzamento di quell’orientamento dell’opinione pubblica italiana sul nucleare che si sarebbe appunto espresso con i referendum del 1987.
2019
978-88-7553-293-2
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