Le più antiche fasi di occupazione del promontorio di Roca sono oggi da riferire probabilmente ad un orizzonte avanzato del Protoappenninico, ma l’insediamento della media età del Bronzo è sostanzialmente noto per le singolari testimonianze relative ai contesti delle mura di fortificazione appenniniche. La violenta distruzione per incendio, seguita verosimilmente ad un assedio, ha infatti consentito che i crolli delle parti alte delle strutture murarie seppellissero tutto ciò che era all’interno della porta, dei corridoi e degli spazi connessi con le fortificazioni. All’interno delle postierle decine di contenitori ceramici per lo più integri erano in posizione funzionale ed in associazione con altri manufatti e piccoli apprestamenti per la cottura dei cibi quali piastre da focolare e fornelli. L’eccezionale rinvenimento dei resti scheletrici di 7 individui (di entrambi i sessi e di varie età) morti per asfissia nel tentativo di nascondersi dietro un accumulo di grandi vasi all’interno della Postierla C ha offerto l’occasione per una inusuale lettura contestuale dell’utilizzo secondario di alcuni di questi corridoi nel corso dell’evento bellico che avrebbe portato alla distruzione dell’insediamento nella seconda metà del XV sec. a.C. Alle medesime circostanze è da riferire anche lo scheletro di un giovane rinvenuto in posizione scomposta nei crolli di una delle due grandi camere della Porta Monumentale: l’individuo ucciso probabilmente in uno scontro armato (come attesta la ferita da arma da taglio su una costola) aveva con se un pugnale in bronzo di tipo egeo e ciò che resta di una possibile duck pyxis in avorio di ippopotamo di produzione levantina. All’interno dell’area d’abitato le conoscenze relative ai livelli della media età del Bronzo sono ancora discontinue ed eterogenee e riguardano sia apprestamenti in spazi aperti presso il fronte interno delle mura (SAS VI 2004), che lembi di capanne anche di discrete dimensioni (SAS X 2005) che, infine, una serie di strutture ipogee e/o semi-ipogee presumibilmente connesse, almeno in alcuni casi, con rituali di deposizione.

Roca. L’insediamento della media età del Bronzo e le mura di fortificazione

Teodoro Scarano
2017

Abstract

Le più antiche fasi di occupazione del promontorio di Roca sono oggi da riferire probabilmente ad un orizzonte avanzato del Protoappenninico, ma l’insediamento della media età del Bronzo è sostanzialmente noto per le singolari testimonianze relative ai contesti delle mura di fortificazione appenniniche. La violenta distruzione per incendio, seguita verosimilmente ad un assedio, ha infatti consentito che i crolli delle parti alte delle strutture murarie seppellissero tutto ciò che era all’interno della porta, dei corridoi e degli spazi connessi con le fortificazioni. All’interno delle postierle decine di contenitori ceramici per lo più integri erano in posizione funzionale ed in associazione con altri manufatti e piccoli apprestamenti per la cottura dei cibi quali piastre da focolare e fornelli. L’eccezionale rinvenimento dei resti scheletrici di 7 individui (di entrambi i sessi e di varie età) morti per asfissia nel tentativo di nascondersi dietro un accumulo di grandi vasi all’interno della Postierla C ha offerto l’occasione per una inusuale lettura contestuale dell’utilizzo secondario di alcuni di questi corridoi nel corso dell’evento bellico che avrebbe portato alla distruzione dell’insediamento nella seconda metà del XV sec. a.C. Alle medesime circostanze è da riferire anche lo scheletro di un giovane rinvenuto in posizione scomposta nei crolli di una delle due grandi camere della Porta Monumentale: l’individuo ucciso probabilmente in uno scontro armato (come attesta la ferita da arma da taglio su una costola) aveva con se un pugnale in bronzo di tipo egeo e ciò che resta di una possibile duck pyxis in avorio di ippopotamo di produzione levantina. All’interno dell’area d’abitato le conoscenze relative ai livelli della media età del Bronzo sono ancora discontinue ed eterogenee e riguardano sia apprestamenti in spazi aperti presso il fronte interno delle mura (SAS VI 2004), che lembi di capanne anche di discrete dimensioni (SAS X 2005) che, infine, una serie di strutture ipogee e/o semi-ipogee presumibilmente connesse, almeno in alcuni casi, con rituali di deposizione.
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