L’insediamento protostorico fortificato degli Scogli di Apani è localizzato 15 km circa a Nord di Brindisi, nel territorio costiero della Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta di Torre Guaceto ed è oggetto di indagini sistematiche dal 2008. I depositi archeologici occupano oggi l’intera superficie (1,5 ha circa) di due isolotti che rappresentano i lembi residui di una penisola che nella prima metà del II millennio a.C. delimitava a Sud un’ampia bassura costiera caratterizzata da bacini ed acquitrini alimentati dai canali Reale e Apani e chiusa a Nord dal promontorio di Torre Guaceto. Le indagini stratigrafiche hanno interessato due distinte aree dell'’isolotto più esteso: il Saggio A (30 mq circa) posto presso il fronte interno di un tratto del muro di fortificazione e il Saggio B (95 mq circa) localizzato in un settore che conserva un deposito di quasi 3 m di spessore. Nel Saggio B lo scavo ha consentito di individuare un’ampia struttura (capanna 2) distrutta da incendio, con localizzati accumuli di intonaco, numerose buche di palo, brevi tratti di zoccoli in muratura e 5 piastre da focolare. Nello stesso Saggio B un sondaggio, condotto per un’estensione di 45 mq circa al di sotto del battuto pavimentale della capanna 2, ha portato alla luce i resti parziali di una precedente struttura (capanna 3) anch’essa distrutta da incendio. Gli indicatori cronologici relativi ed assoluti ad oggi disponibili consentono di collocare in un orizzonte antico della locale facies appenninica le capanne 1 e 2 e in una fase avanzata del Protoappenninico la capanna 3. Consistenti i resti faunistici e malacologici, rinvenuti spesso in limitati accumuli, sono stati recuperati nelle due capanne dell'insediamento fortificato. In questa sede vengono presentati i risultati preliminari dello studio dei resti malacologici, l'80% dei quali proviene dallo scavo della capanna 2 mentre solo il 20% è riferibile alla capanna 3. Il campione è composto per lo più da specie del piano mesolitorale delle coste rocciose tra le quali prevalgono i gasteropodi (Patella caerulea, Hexaplex trunculus, Phorcus turbinatus) e bivalvi (Mytilus galloprovincialis). Un aspetto interessante del campione analizzato riguarda lo stato di conservazione delle conchiglie di Hexaplex trunculus che appaiono fortemente frammentati. La frantumazione a cui i murici erano sottoposti lascia ipotizzare che fossero raccolti per la produzione della porpora. Di particolare interesse appare inoltre la conformazione delle valve di mitilo, utili indicatori di carattere ambientale.

L'alimentazione in proteine animali nell'insediamento fortificato del Bronzo Medio di Scogli di Apani (Brindisi)

J. De Grossi Mazzorin
;
I. Epifani;T. Scarano
2015

Abstract

L’insediamento protostorico fortificato degli Scogli di Apani è localizzato 15 km circa a Nord di Brindisi, nel territorio costiero della Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta di Torre Guaceto ed è oggetto di indagini sistematiche dal 2008. I depositi archeologici occupano oggi l’intera superficie (1,5 ha circa) di due isolotti che rappresentano i lembi residui di una penisola che nella prima metà del II millennio a.C. delimitava a Sud un’ampia bassura costiera caratterizzata da bacini ed acquitrini alimentati dai canali Reale e Apani e chiusa a Nord dal promontorio di Torre Guaceto. Le indagini stratigrafiche hanno interessato due distinte aree dell'’isolotto più esteso: il Saggio A (30 mq circa) posto presso il fronte interno di un tratto del muro di fortificazione e il Saggio B (95 mq circa) localizzato in un settore che conserva un deposito di quasi 3 m di spessore. Nel Saggio B lo scavo ha consentito di individuare un’ampia struttura (capanna 2) distrutta da incendio, con localizzati accumuli di intonaco, numerose buche di palo, brevi tratti di zoccoli in muratura e 5 piastre da focolare. Nello stesso Saggio B un sondaggio, condotto per un’estensione di 45 mq circa al di sotto del battuto pavimentale della capanna 2, ha portato alla luce i resti parziali di una precedente struttura (capanna 3) anch’essa distrutta da incendio. Gli indicatori cronologici relativi ed assoluti ad oggi disponibili consentono di collocare in un orizzonte antico della locale facies appenninica le capanne 1 e 2 e in una fase avanzata del Protoappenninico la capanna 3. Consistenti i resti faunistici e malacologici, rinvenuti spesso in limitati accumuli, sono stati recuperati nelle due capanne dell'insediamento fortificato. In questa sede vengono presentati i risultati preliminari dello studio dei resti malacologici, l'80% dei quali proviene dallo scavo della capanna 2 mentre solo il 20% è riferibile alla capanna 3. Il campione è composto per lo più da specie del piano mesolitorale delle coste rocciose tra le quali prevalgono i gasteropodi (Patella caerulea, Hexaplex trunculus, Phorcus turbinatus) e bivalvi (Mytilus galloprovincialis). Un aspetto interessante del campione analizzato riguarda lo stato di conservazione delle conchiglie di Hexaplex trunculus che appaiono fortemente frammentati. La frantumazione a cui i murici erano sottoposti lascia ipotizzare che fossero raccolti per la produzione della porpora. Di particolare interesse appare inoltre la conformazione delle valve di mitilo, utili indicatori di carattere ambientale.
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