Il saggio di Forcina Diamo corpo al futuro è un invito a vedere che cosa c’è di nuovo senza lasciarsi abbagliare dai nuovismi, dalle false immagini e dalle idee stereotipate che riconducono inevitabilmente a percorsi già visti e già sperimentati o al grottesco di un eccesso indecente che è altro dall’oltre del dicibile. Diamo corpo al futuro, suggerisce invece un impegno in prima persona: anima e corpo, e suggerisce anche che il futuro ha bisogno di un corpus, fatto di tradizione, di genealogie ricostruite, di un metodo che sa farsi giustizia disdegnando tutto ciò che confonde il giudizio sulle cose e sa ritornare all’essenziale: un futuro non come orizzonte imprecisato, ma nutrito come corpo generato. L’invito politico è quello di rendere il futuro meno astratto, cominciando con il riconoscere quanto c’è già di nuovo, e come le strategie di libertà e le vere e proprie riforme civili che le donne hanno saputo e sanno attivare di fronte a rapporti di forza. Nella crisi che le società di mercato stanno attraversando, la relazione tra le generazioni di donne ha costruito una continuità di desiderio di politica contro il potere del denaro e contro la violenza dei rapporti che corrompono, le privatizzazioni che escludono, le precarizzazioni che rendono instabili, contro i ricatti dei facili guadagni.

Diamo corpo al futuro.

Marisa Forcina
2013

Abstract

Il saggio di Forcina Diamo corpo al futuro è un invito a vedere che cosa c’è di nuovo senza lasciarsi abbagliare dai nuovismi, dalle false immagini e dalle idee stereotipate che riconducono inevitabilmente a percorsi già visti e già sperimentati o al grottesco di un eccesso indecente che è altro dall’oltre del dicibile. Diamo corpo al futuro, suggerisce invece un impegno in prima persona: anima e corpo, e suggerisce anche che il futuro ha bisogno di un corpus, fatto di tradizione, di genealogie ricostruite, di un metodo che sa farsi giustizia disdegnando tutto ciò che confonde il giudizio sulle cose e sa ritornare all’essenziale: un futuro non come orizzonte imprecisato, ma nutrito come corpo generato. L’invito politico è quello di rendere il futuro meno astratto, cominciando con il riconoscere quanto c’è già di nuovo, e come le strategie di libertà e le vere e proprie riforme civili che le donne hanno saputo e sanno attivare di fronte a rapporti di forza. Nella crisi che le società di mercato stanno attraversando, la relazione tra le generazioni di donne ha costruito una continuità di desiderio di politica contro il potere del denaro e contro la violenza dei rapporti che corrompono, le privatizzazioni che escludono, le precarizzazioni che rendono instabili, contro i ricatti dei facili guadagni.
978-88-7048-553-0
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