SOMMARIO: I. SEDIMENTAZIONE STORICA E STRATIFICAZIONE DISCIPLINARE DELLA FIGURA DEL CONTRATTO MISTO NEL DIRITTO DEI CONTRATTI PUBBLICI. – 1. Premessa. – 2. Evoluzione storica della disciplina anteriormente alle direttive UE nn. 23, 24 e 25 del 2014. – 3. (Segue) Ratio iuris dell’istituto nella prospettiva comunitaria: l’irriducibilità al paradigma domestico dei contratti misti di diritto privato. – 4. I contratti misti di appalto negli artt. 3 della Direttiva 2014/24/UE, 5 e 6 della Direttiva 2014/25/UE, recepiti nell’art. 28 del d.lgs. 50/2016: schema descrittivo di sintesi delle disposizioni normative. – II. PROFILI RICOSTRUTTIVI DELLA DISCIPLINA IN CHIAVE SISTEMATICA. – 1. Una possibile quadripartizione ricavabile per astrazione sul piano ricostruttivo: (A) contratti misti di appalto tra fattispecie con regimi a basso tasso di eterogeneità (prevalenza concreta sul piano aritmetico/economico/quantitativo come criterio unico, di natura sostanziale); (B) contratti misti di appalto tra fattispecie con regimi a medio tasso di eterogeneità (prevalenza concreta sul piano funzionale/teleologico/qualitativo come criterio unico, di natura sostanziale); (C) contratti misti di appalto tra fattispecie con regimi ad alto tasso di eterogeneità (prevalenza concreta sul piano funzionale/teleologico/qualitativo e prevalenza astratta per presunzione ex lege come criteri alternativi, rispettivamente di natura sostanziale e formale); (D) contratti misti di appalto tra fattispecie con regimi ‘regola/deroga’ per la garanzia di interessi sovraordinati legati a difesa o sicurezza (prevalenza astratta per presunzione ex lege come criterio principale, di natura formale). – 2. Il limite generale del divieto di configurazione artificiosa (per frazionamento o accorpamento) di contratti con scopo fraudolento in prospettiva comunitariamente orientata. – 3. Il problema del calcolo del valore stimato dell’appalto misto in relazione alle diverse soglie comunitarie. – 4. Valutazioni di separabilità/inseparabilità oggettiva e scelte di separazione/accorpamento delle parti costitutive del contratto misto: il perimetro della discrezionalità delle stazioni appaltanti e i riflessi sull’obbligo di motivazione. La non assoluta neutralità della normativa europea e nazionale circa la scelta tra separazione e accorpamento. – 5. Il concetto di “oggetto principale del contratto” tra intenzione soggettiva della stazione appaltante e natura oggettiva dei bisogni pubblici, alla luce della strutturazione del complesso delle prescrizioni della lex specialis. – 6. La c.d. combinazione dei requisiti di qualificazione e di capacità degli operatori economici ai fini degli appalti misti: principio o eccezione? – 7. Profili processuali.

Art. 28. Contratti misti di appalto

MONTEDURO, M.
2017

Abstract

SOMMARIO: I. SEDIMENTAZIONE STORICA E STRATIFICAZIONE DISCIPLINARE DELLA FIGURA DEL CONTRATTO MISTO NEL DIRITTO DEI CONTRATTI PUBBLICI. – 1. Premessa. – 2. Evoluzione storica della disciplina anteriormente alle direttive UE nn. 23, 24 e 25 del 2014. – 3. (Segue) Ratio iuris dell’istituto nella prospettiva comunitaria: l’irriducibilità al paradigma domestico dei contratti misti di diritto privato. – 4. I contratti misti di appalto negli artt. 3 della Direttiva 2014/24/UE, 5 e 6 della Direttiva 2014/25/UE, recepiti nell’art. 28 del d.lgs. 50/2016: schema descrittivo di sintesi delle disposizioni normative. – II. PROFILI RICOSTRUTTIVI DELLA DISCIPLINA IN CHIAVE SISTEMATICA. – 1. Una possibile quadripartizione ricavabile per astrazione sul piano ricostruttivo: (A) contratti misti di appalto tra fattispecie con regimi a basso tasso di eterogeneità (prevalenza concreta sul piano aritmetico/economico/quantitativo come criterio unico, di natura sostanziale); (B) contratti misti di appalto tra fattispecie con regimi a medio tasso di eterogeneità (prevalenza concreta sul piano funzionale/teleologico/qualitativo come criterio unico, di natura sostanziale); (C) contratti misti di appalto tra fattispecie con regimi ad alto tasso di eterogeneità (prevalenza concreta sul piano funzionale/teleologico/qualitativo e prevalenza astratta per presunzione ex lege come criteri alternativi, rispettivamente di natura sostanziale e formale); (D) contratti misti di appalto tra fattispecie con regimi ‘regola/deroga’ per la garanzia di interessi sovraordinati legati a difesa o sicurezza (prevalenza astratta per presunzione ex lege come criterio principale, di natura formale). – 2. Il limite generale del divieto di configurazione artificiosa (per frazionamento o accorpamento) di contratti con scopo fraudolento in prospettiva comunitariamente orientata. – 3. Il problema del calcolo del valore stimato dell’appalto misto in relazione alle diverse soglie comunitarie. – 4. Valutazioni di separabilità/inseparabilità oggettiva e scelte di separazione/accorpamento delle parti costitutive del contratto misto: il perimetro della discrezionalità delle stazioni appaltanti e i riflessi sull’obbligo di motivazione. La non assoluta neutralità della normativa europea e nazionale circa la scelta tra separazione e accorpamento. – 5. Il concetto di “oggetto principale del contratto” tra intenzione soggettiva della stazione appaltante e natura oggettiva dei bisogni pubblici, alla luce della strutturazione del complesso delle prescrizioni della lex specialis. – 6. La c.d. combinazione dei requisiti di qualificazione e di capacità degli operatori economici ai fini degli appalti misti: principio o eccezione? – 7. Profili processuali.
978-88-217-6535-3
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