Il saggio affronta il dibattito in corso nell'Unione europea in merito ad un presunto "deficit democratico" dell'Unione europea, imputabile alla mancata previsione di un rapporto di fiducia tra la Commissione europea e il Parlamento europeo. Anche alla luce delle riflessioni svolte da Walter Bagehot durante l'Età Vittoriana, l'analisi svolta nella ricerca mira a mettere in discussione questa premessa, riportando il ruolo del Parlamento europeo nell'alveo delle cinque funzioni tradizionali che, a giudizio di Bagehot, le assemblee rappresentative sono chiamate a svolgere, in cui la funzione legislativa è quella di minore importanza. Nel corso dei decenni, viceversa, tutte le riforme adottate nell'UE hanno avuto come obiettivo il coinvolgimento del PE nel processo decisionale, mentre contemporaneamente andavano sviluppandosi una serie di istituti tipici del diritto parlamentare - alcuni inediti, altri calchi di tradizioni costituzionali comuni - che inducono a ritenere datato il dibattito sul "deficit democratico", ormai superato dalla formazione di una società civile europea impegnata diuturnamente in un dibattito improntato ai principi tipici dell'argomentazione logica, base della formazione di una opinione pubblica europea.

Il Parlamento europeo tra "deficit democratico" e l'informing function di Walter Bagehot

Alessandro Isoni
2018-01-01

Abstract

Il saggio affronta il dibattito in corso nell'Unione europea in merito ad un presunto "deficit democratico" dell'Unione europea, imputabile alla mancata previsione di un rapporto di fiducia tra la Commissione europea e il Parlamento europeo. Anche alla luce delle riflessioni svolte da Walter Bagehot durante l'Età Vittoriana, l'analisi svolta nella ricerca mira a mettere in discussione questa premessa, riportando il ruolo del Parlamento europeo nell'alveo delle cinque funzioni tradizionali che, a giudizio di Bagehot, le assemblee rappresentative sono chiamate a svolgere, in cui la funzione legislativa è quella di minore importanza. Nel corso dei decenni, viceversa, tutte le riforme adottate nell'UE hanno avuto come obiettivo il coinvolgimento del PE nel processo decisionale, mentre contemporaneamente andavano sviluppandosi una serie di istituti tipici del diritto parlamentare - alcuni inediti, altri calchi di tradizioni costituzionali comuni - che inducono a ritenere datato il dibattito sul "deficit democratico", ormai superato dalla formazione di una società civile europea impegnata diuturnamente in un dibattito improntato ai principi tipici dell'argomentazione logica, base della formazione di una opinione pubblica europea.
2018
978-88-3329-022-5
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