Negli ultimi decenni le società sono state caratterizzate da forti mutamenti sul piano del lavoro, della famiglia, delle relazioni tra uomini e donne e tra generazioni. Questi cambiamenti hanno richiesto e richiedono un riequilibrio tra i ruoli all’interno della famiglia e politiche in grado di rispondere al bisogno di riallineare il lavoro di cura con quello per il mercato. Come dimostrato da diversi autori, infatti, un ruolo cruciale in queste strategie è giocato dal modello di welfare state (Orloff, 1993; Millar e Warman, 1996; Sainsbury 1999; O’Connor, Orloff e Shaver, 1999; Esping-Andersen, 1999; Crouch, 1999), cioè dal modo in cui esso promuove, o presume, sia un particolare modello di divisione del lavoro tra i generi e tra le generazioni entro la famiglia, sia particolari modalità di divisione delle responsabilità tra pubblico e privato, tra famiglia, Stato, collettività locali, mercato, terzo settore e volontariato (Saraceno e Naldini, 2001, 191). Partendo, dunque, dal presupposto che differenti realtà hanno attuato diversi modelli di intervento in risposta ai cambiamenti avvenuti nel mercato del lavoro e nella famiglia, nel primo capitolo abbiamo dato, anzitutto, uno sguardo agli studi sulle tipologie sociologiche dei sistemi di welfare, soffermandoci sulle politiche oggetto di analisi. Per precisione, la nostra analisi si è focalizzata su quattro paesi europei - ovvero Olanda, Svezia, Germania e Francia – che si distinguono per specifiche peculiarità in relazione ad alcune misure atte a favorire la conciliazione. Si tratta, oltretutto, di paesi che hanno raggiunto o superato la soglia del 60%, stabilita nel 2000 a Lisbona, per quanto concerne l’occupazione femminile di età compresa tra i 15-64 anni. Al fine di rendere più chiaro il focus dell’analisi, nel secondo capitolo abbiamo soffermato l’attenzione sulle diverse misure implementate, attraverso una ricostruzione della formulazione delle politiche di conciliazione, in principio nate come di pari opportunità unidirezionali rivolte alle donne che entravano nel mercato del lavoro (Tempia, 2005, 242). Un mutamento particolarmente importante, pertanto, è intervenuto negli ultimi anni, in quanto si sta cercando di allargare il coinvolgimento nella cura anche agli uomini (o attraverso campagne informative di promozione del part-time o tramite il congedo di paternità o un periodo del congedo parentale usufruibile solo dai padri). Dato che, all’interno del dibattito e della normativa su questa tematica, assume particolare rilevanza la promozione del part-time (tutelato, incentivato o scelto) e dei congedi dal lavoro, come misure di ridistribuzione del lavoro e conciliazione tra le attività familiare e quelle per il mercato (l’attenzione è stata rivolta, in particolare, alla cura dei figli), nel terzo e nel quarto capitolo ci siamo soffermati su questi due strumenti. In base a quanto risulta da alcune ricerche, abbiamo osservato che la ‘riconciliazione’ delle responsabilità genitoriali e familiari tra uomini e donne è maggiore in quei paesi in cui il contesto sociale, culturale e lavorativo offre maggiori opportunità di scelte ‘garantite’ anche da un punto di vista retributivo e previdenziale, nonché laddove vi sono situazioni concrete di vita che rendono necessaria la collaborazione tra partners (in quanto entrambi lavorano in maniera continuativa e full-time). Le misure del lavoro a tempo parziale e dei congedi dal lavoro, però, non sono sufficienti a garantire la conciliabilità tra impegni familiari e lavorativi se non sono accompagnati anche da una politica dei servizi per la prima infanzia (Zanatta, 2002, 318). Pertanto, nel quinto capitolo, ci siamo soffermati sull’offerta di questi servizi nei paesi europei analizzati. Nell’ultimo capitolo, infine, abbiamo cercato di delineare quali siano le strade intraprese da questi governi, al fine di raggiungere l’obiettivo della conciliazione, cercando di interrogarci sui modelli di condivisione e di politiche che ne derivano.

Conciliare cura e lavoro. Politiche e differenze di genere in alcuni paesi europei

Fasano A.
2010

Abstract

Negli ultimi decenni le società sono state caratterizzate da forti mutamenti sul piano del lavoro, della famiglia, delle relazioni tra uomini e donne e tra generazioni. Questi cambiamenti hanno richiesto e richiedono un riequilibrio tra i ruoli all’interno della famiglia e politiche in grado di rispondere al bisogno di riallineare il lavoro di cura con quello per il mercato. Come dimostrato da diversi autori, infatti, un ruolo cruciale in queste strategie è giocato dal modello di welfare state (Orloff, 1993; Millar e Warman, 1996; Sainsbury 1999; O’Connor, Orloff e Shaver, 1999; Esping-Andersen, 1999; Crouch, 1999), cioè dal modo in cui esso promuove, o presume, sia un particolare modello di divisione del lavoro tra i generi e tra le generazioni entro la famiglia, sia particolari modalità di divisione delle responsabilità tra pubblico e privato, tra famiglia, Stato, collettività locali, mercato, terzo settore e volontariato (Saraceno e Naldini, 2001, 191). Partendo, dunque, dal presupposto che differenti realtà hanno attuato diversi modelli di intervento in risposta ai cambiamenti avvenuti nel mercato del lavoro e nella famiglia, nel primo capitolo abbiamo dato, anzitutto, uno sguardo agli studi sulle tipologie sociologiche dei sistemi di welfare, soffermandoci sulle politiche oggetto di analisi. Per precisione, la nostra analisi si è focalizzata su quattro paesi europei - ovvero Olanda, Svezia, Germania e Francia – che si distinguono per specifiche peculiarità in relazione ad alcune misure atte a favorire la conciliazione. Si tratta, oltretutto, di paesi che hanno raggiunto o superato la soglia del 60%, stabilita nel 2000 a Lisbona, per quanto concerne l’occupazione femminile di età compresa tra i 15-64 anni. Al fine di rendere più chiaro il focus dell’analisi, nel secondo capitolo abbiamo soffermato l’attenzione sulle diverse misure implementate, attraverso una ricostruzione della formulazione delle politiche di conciliazione, in principio nate come di pari opportunità unidirezionali rivolte alle donne che entravano nel mercato del lavoro (Tempia, 2005, 242). Un mutamento particolarmente importante, pertanto, è intervenuto negli ultimi anni, in quanto si sta cercando di allargare il coinvolgimento nella cura anche agli uomini (o attraverso campagne informative di promozione del part-time o tramite il congedo di paternità o un periodo del congedo parentale usufruibile solo dai padri). Dato che, all’interno del dibattito e della normativa su questa tematica, assume particolare rilevanza la promozione del part-time (tutelato, incentivato o scelto) e dei congedi dal lavoro, come misure di ridistribuzione del lavoro e conciliazione tra le attività familiare e quelle per il mercato (l’attenzione è stata rivolta, in particolare, alla cura dei figli), nel terzo e nel quarto capitolo ci siamo soffermati su questi due strumenti. In base a quanto risulta da alcune ricerche, abbiamo osservato che la ‘riconciliazione’ delle responsabilità genitoriali e familiari tra uomini e donne è maggiore in quei paesi in cui il contesto sociale, culturale e lavorativo offre maggiori opportunità di scelte ‘garantite’ anche da un punto di vista retributivo e previdenziale, nonché laddove vi sono situazioni concrete di vita che rendono necessaria la collaborazione tra partners (in quanto entrambi lavorano in maniera continuativa e full-time). Le misure del lavoro a tempo parziale e dei congedi dal lavoro, però, non sono sufficienti a garantire la conciliabilità tra impegni familiari e lavorativi se non sono accompagnati anche da una politica dei servizi per la prima infanzia (Zanatta, 2002, 318). Pertanto, nel quinto capitolo, ci siamo soffermati sull’offerta di questi servizi nei paesi europei analizzati. Nell’ultimo capitolo, infine, abbiamo cercato di delineare quali siano le strade intraprese da questi governi, al fine di raggiungere l’obiettivo della conciliazione, cercando di interrogarci sui modelli di condivisione e di politiche che ne derivano.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11587/417259
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact