I mutamenti nei caratteri della società, del sistema economico e del potere locale di Messina nel XVII secolo sono decisivi per stabilire gli equilibri geopolitici nel Mediterraneo. La ricerca mette a fuoco gli intrecci che si determinano fra i tre piani: quello locale (del nucleo urbano attraverso le sue strutture demografiche, economiche e istituzionali), quello del regno e quello del sistema imperiale spagnolo. Inoltre, attraverso lo studio delle relazione dei consoli veneziani, dei nunzi apostolici e di tutta una diaristica inedita (rintracciata presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, e in parte posta in appendice al libro), cerca di interpretare questo complesso fenomeno ricorrendo a strumenti concettuali interdisciplinari. Emerge un quadro interpretativo ricco di implicazioni nelle quali si evince che nei passaggi di scala dal grande al piccolo esiste un filo rosso che può essere ricondotto alla particolare posizione geografica della città posta su un confine tra il Mediterraneo orientale e occidentale, tra l’impero asburgico e quello ottomano, tra gli interessi francesi e quelli britannici.

La guerra di Messina 1674-1678.
“Chi protegge li ribelli d’altri principi, invita i propri a’ ribellarsi”

BARBAGALLO, Salvatore
2017

Abstract

I mutamenti nei caratteri della società, del sistema economico e del potere locale di Messina nel XVII secolo sono decisivi per stabilire gli equilibri geopolitici nel Mediterraneo. La ricerca mette a fuoco gli intrecci che si determinano fra i tre piani: quello locale (del nucleo urbano attraverso le sue strutture demografiche, economiche e istituzionali), quello del regno e quello del sistema imperiale spagnolo. Inoltre, attraverso lo studio delle relazione dei consoli veneziani, dei nunzi apostolici e di tutta una diaristica inedita (rintracciata presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, e in parte posta in appendice al libro), cerca di interpretare questo complesso fenomeno ricorrendo a strumenti concettuali interdisciplinari. Emerge un quadro interpretativo ricco di implicazioni nelle quali si evince che nei passaggi di scala dal grande al piccolo esiste un filo rosso che può essere ricondotto alla particolare posizione geografica della città posta su un confine tra il Mediterraneo orientale e occidentale, tra l’impero asburgico e quello ottomano, tra gli interessi francesi e quelli britannici.
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