Il presente contributo si prefigge di delineare i principali aspetti caratterizzanti la crisi degli Enti locali, nell’intento ultimo di comprendere le cause, le prospettive e gli effetti. Nel percorso di analisi si sono osservate, preliminarmente, sia i caratteri distintivi dell’azienda pubblica, sia le dinamiche tese al mantenimento del sistema degli equilibri che ne garantiscono la sopravvivenza, rilevando le determinanti direttrici in grado di realizzare il risanamento in caso di default. Successivamente, al fine di evidenziare le cocenti soluzioni giuridiche, si sono approfondite le procedure di riequilibrio contemplate nell’attuale normativa, enucleando le principali disposizioni tecnico-gestionali ed evidenziando le fondamentali carenze che minano l’efficacia della norma. Nell’ambito di tali modalità di risanamento, è stato esaminato un “emblematico” caso di studio, ovvero il dissesto finanziario del Comune di Taranto, indagando sui motivi e sulle criticità che hanno condotto l’Ente civico all’insuccesso della procedura “semplificata” adottata, che a distanza di oltre dieci anni dalla sua dichiarazione non risulta, ad oggi, terminata, tant’è da paventare il rischio di un “doppio dissesto”. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, si sono desunti i principali effetti prodotti dalla gestione del dissesto sulle economie territoriali, espressi in termini sia di perdite economiche subite dalla comunità di appartenenza, sia di maggiori tributi pagati, di crediti non riscossi, di mancate opportunità d’investimento sui capitali non ancora percepiti e di tasso di mortalità del tessuto imprenditoriale. La scelta è ricaduta sulla città di Taranto sia per la rilevante entità del debito accertato (oltre un miliardo di euro), risultato tra i più elevati della storia d’Italia, sia per le notevoli criticità gestionali riscontrate, nonché per i rilevanti effetti economici prodotti sul territorio di riferimento dalla procedura di risanamento adottata.

Analisi, prospettive ed effetti del dissesto finanziario degli Enti locali: il caso del Comune di Taranto.

TURCO, Mario
2017

Abstract

Il presente contributo si prefigge di delineare i principali aspetti caratterizzanti la crisi degli Enti locali, nell’intento ultimo di comprendere le cause, le prospettive e gli effetti. Nel percorso di analisi si sono osservate, preliminarmente, sia i caratteri distintivi dell’azienda pubblica, sia le dinamiche tese al mantenimento del sistema degli equilibri che ne garantiscono la sopravvivenza, rilevando le determinanti direttrici in grado di realizzare il risanamento in caso di default. Successivamente, al fine di evidenziare le cocenti soluzioni giuridiche, si sono approfondite le procedure di riequilibrio contemplate nell’attuale normativa, enucleando le principali disposizioni tecnico-gestionali ed evidenziando le fondamentali carenze che minano l’efficacia della norma. Nell’ambito di tali modalità di risanamento, è stato esaminato un “emblematico” caso di studio, ovvero il dissesto finanziario del Comune di Taranto, indagando sui motivi e sulle criticità che hanno condotto l’Ente civico all’insuccesso della procedura “semplificata” adottata, che a distanza di oltre dieci anni dalla sua dichiarazione non risulta, ad oggi, terminata, tant’è da paventare il rischio di un “doppio dissesto”. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, si sono desunti i principali effetti prodotti dalla gestione del dissesto sulle economie territoriali, espressi in termini sia di perdite economiche subite dalla comunità di appartenenza, sia di maggiori tributi pagati, di crediti non riscossi, di mancate opportunità d’investimento sui capitali non ancora percepiti e di tasso di mortalità del tessuto imprenditoriale. La scelta è ricaduta sulla città di Taranto sia per la rilevante entità del debito accertato (oltre un miliardo di euro), risultato tra i più elevati della storia d’Italia, sia per le notevoli criticità gestionali riscontrate, nonché per i rilevanti effetti economici prodotti sul territorio di riferimento dalla procedura di risanamento adottata.
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