Quella raccontata in questo libro è soprattutto una storia di polvere. La polvere è nelle fabbriche che lavorano l'amianto, ma anche fuori, nelle strade, nelle abitazioni, e anche nei corpi, incastrata nei polmoni dei lavoratori nella forma di microscopiche, indistruttibili e letali fibre. Ma la polvere indica anche la cortina di ignoranza calata sugli esposti, che ha impedito a loro di capire, agli esperti di intervenire, all'opinione pubblica di sapere. Questa nebbia densa ha caratterizzato e continua a condizionare la nostra cultura, incapace di vedere dentro e oltre la miope ricerca del profitto ad ogni costo. Sul fronte della richiesta di giustizia da parte delle vittime dell'amianto, il 13 febbraio 2012 si è concluso a Torino il processo Eternit con la sentenza di condanna dei suoi vertici per disastro doloso ambientale permanente. Il volume, attraverso la raccolta e l'analisi di interviste discorsive con un gruppo di lavoratori salentini emigrati in Svizzera, ricostruisce il loro lavoro con l'amianto, il ritorno nella terra d'origine e la scoperta della malattia. Sono più di mille i lavoratori salentini esposti all'amianto nella fabbrica Eternit di Niederurnen, dove erano emigrati per cercare lavoro e migliorare le proprie condizioni di vita negli anni Sessanta del Novecento. A causa dell'esposizione senza tutele alle fibre di amianto, molti si sono ammalati di asbestosi e mesotelioma pleurico, una patologia a oggi incurabile, alcuni sono già morti, molti altri potrebbero ammalarsi. L'intento del testo è quello di descrivere le modalità attraverso le quali gli esposti sono stati esclusi dalla consapevolezza della pericolosità dell'amianto, il ruolo svolto dalla conoscenza nella conformazione della struttura sociale, i processi attraverso i quali la conoscenza viene diffusa e il ruolo svolto dagli esperti in questa diffusione. Il risultato è un lavoro sulla rilevanza della conoscenza e sul potere a essa correlato, senza i quali la possibilità per gli individui di autodeterminarsi in termini di capacità di azione e di preservare la salute e la vita stessa dalle insidie e dalle ingerenze biopolitiche del mercato diviene impossibile.

Culture nella polvere. Biopolitica dell'amianto, informazione e potere nella società della conoscenza

CORLIANO', Maria Emanuela
2012-01-01

Abstract

Quella raccontata in questo libro è soprattutto una storia di polvere. La polvere è nelle fabbriche che lavorano l'amianto, ma anche fuori, nelle strade, nelle abitazioni, e anche nei corpi, incastrata nei polmoni dei lavoratori nella forma di microscopiche, indistruttibili e letali fibre. Ma la polvere indica anche la cortina di ignoranza calata sugli esposti, che ha impedito a loro di capire, agli esperti di intervenire, all'opinione pubblica di sapere. Questa nebbia densa ha caratterizzato e continua a condizionare la nostra cultura, incapace di vedere dentro e oltre la miope ricerca del profitto ad ogni costo. Sul fronte della richiesta di giustizia da parte delle vittime dell'amianto, il 13 febbraio 2012 si è concluso a Torino il processo Eternit con la sentenza di condanna dei suoi vertici per disastro doloso ambientale permanente. Il volume, attraverso la raccolta e l'analisi di interviste discorsive con un gruppo di lavoratori salentini emigrati in Svizzera, ricostruisce il loro lavoro con l'amianto, il ritorno nella terra d'origine e la scoperta della malattia. Sono più di mille i lavoratori salentini esposti all'amianto nella fabbrica Eternit di Niederurnen, dove erano emigrati per cercare lavoro e migliorare le proprie condizioni di vita negli anni Sessanta del Novecento. A causa dell'esposizione senza tutele alle fibre di amianto, molti si sono ammalati di asbestosi e mesotelioma pleurico, una patologia a oggi incurabile, alcuni sono già morti, molti altri potrebbero ammalarsi. L'intento del testo è quello di descrivere le modalità attraverso le quali gli esposti sono stati esclusi dalla consapevolezza della pericolosità dell'amianto, il ruolo svolto dalla conoscenza nella conformazione della struttura sociale, i processi attraverso i quali la conoscenza viene diffusa e il ruolo svolto dagli esperti in questa diffusione. Il risultato è un lavoro sulla rilevanza della conoscenza e sul potere a essa correlato, senza i quali la possibilità per gli individui di autodeterminarsi in termini di capacità di azione e di preservare la salute e la vita stessa dalle insidie e dalle ingerenze biopolitiche del mercato diviene impossibile.
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