Le ricerche sulla Messapia che Università del Salento e Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia sviluppano da numerosi anni, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza del territorio attraverso una lettura integrata di insediamenti e contesti, hanno consentito di acquisire dati utili a chiarire anche il ruolo rivestito, in tale regione etnico-culturale del mondo antico, dal ‘cratere a volute’. La lettura dei contesti archeologici che hanno restituito crateri a volute aiuta a comprendere i criteri che determinarono in Messapia la selezione e l’utilizzo di questa forma vascolare che - considerata l’estrema rarità - doveva essere considerata dalle aristocrazie locali particolarmente rappresentativa. I crateri a volute attici a figure nere provenienti dai recenti scavi condotti a San Vito dei Normanni e Muro Leccese gettano luce sul significato attribuito a tali prestigiosi manufatti in età arcaica. Per la fase classica un documento di notevole interesse è stato rinvenuto nel 1994 in una sepoltura della necropoli di Mesagne. Si tratta di un cratere a volute fittile su sostegno caratterizzato da una superficie argentata, realizzato a imitazione dei rarissimi esemplari metallici di forma analoga fra i quali si annovera il monumentale vaso bronzeo oggi a Boston scoperto nell’insediamento messapico di Vaste.

Il cratere a volute in Messapia: forma, funzione e contesti

MANNINO, Caterina
2014-01-01

Abstract

Le ricerche sulla Messapia che Università del Salento e Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia sviluppano da numerosi anni, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza del territorio attraverso una lettura integrata di insediamenti e contesti, hanno consentito di acquisire dati utili a chiarire anche il ruolo rivestito, in tale regione etnico-culturale del mondo antico, dal ‘cratere a volute’. La lettura dei contesti archeologici che hanno restituito crateri a volute aiuta a comprendere i criteri che determinarono in Messapia la selezione e l’utilizzo di questa forma vascolare che - considerata l’estrema rarità - doveva essere considerata dalle aristocrazie locali particolarmente rappresentativa. I crateri a volute attici a figure nere provenienti dai recenti scavi condotti a San Vito dei Normanni e Muro Leccese gettano luce sul significato attribuito a tali prestigiosi manufatti in età arcaica. Per la fase classica un documento di notevole interesse è stato rinvenuto nel 1994 in una sepoltura della necropoli di Mesagne. Si tratta di un cratere a volute fittile su sostegno caratterizzato da una superficie argentata, realizzato a imitazione dei rarissimi esemplari metallici di forma analoga fra i quali si annovera il monumentale vaso bronzeo oggi a Boston scoperto nell’insediamento messapico di Vaste.
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