Il contributo, apparso in una collana internazionale, edita da Peter Lang, dedicato a E. Radtke, riguarda un particolare tipo di scrittura, i testi composti in occasione della laurea dagli amici e dai familiari del neolaureato. L’uso riprende la pratica dei papiri di laurea molto diffusa già negli anni ’50-’60. Al rinnovato interesse per questi riti goliardici si affianca un altro genere di pratica, che si è andata diffondendo negli ultimi anni in più università italiane, quella dell’affissione di locandine, goliardiche, augurali e, come i papiri, prevalentemente ironiche, sui muri interni dei corridoi antistanti le aule della discussione della tesi e della proclamazione dei nuovi dottori. La preparazione e l’esibizione di tali strumenti hanno una forte valenza linguistica, dato che la trasmissione del messaggio, in prevalenza scherzoso, ironico e parodistico, è affidata soprattutto alla lingua e all’immagine. Il connubio semiotico richiama da vicino caratteri di diversi tipi di linguaggio, da quello giovanile, a quello pubblicitario, a quello fumettistico, a quello trasmesso. È un concentrato semiotico, che mescola vari codici, italiano, dialetto, lingue straniere, e vari tratti delle varietà del parlato, dello scritto, del trasmesso. In molti casi l’effetto ludico si ottiene proprio con la sovrapposizione di più codici e varietà. Alcuni elementi richiamano il fumetto, altri la pubblicità, il trasmesso, ricorrono numerose figure retoriche e varie formule augurali o congratulatorie. La capacità, vera o presunta, di sapere ‘dominare’ la varietà alta della lingua italiana spinge gli autori delle locandine, quasi sempre amici universitari, a innestare sull’italiano tratti del dialetto, che creano effetti comici. Quello che a prima vista può sembrare un guazzabuglio di segni è in realtà il prodotto di un lavoro, ai limiti del virtuosismo, ben congegnato, di accostamenti e di elaborazioni che sfruttano le capacità più vitali e forti delle lingue in azione. I messaggi risultano efficaci comunicativamente e indicano la capacità metalinguistica di giocare con le lingue, in un contesto altamente formale, com’è quello accademico, nel suo punto più formale, com’è quello della seduta di laurea. Il gioco liberatorio e augurale dei messaggi, costruiti sull’abbassamento del registro e sul minestrone linguistico, testimonia la forza dell'impasto nella comunicazione dei giovani e serve ad alleggerire la transizione, sia sociale che linguistica, dalla fase giovanile a quella adulta.

La goliardia giovanile oggi. Un impasto linguistico.

TEMPESTA, Immacolata
2012-01-01

Abstract

Il contributo, apparso in una collana internazionale, edita da Peter Lang, dedicato a E. Radtke, riguarda un particolare tipo di scrittura, i testi composti in occasione della laurea dagli amici e dai familiari del neolaureato. L’uso riprende la pratica dei papiri di laurea molto diffusa già negli anni ’50-’60. Al rinnovato interesse per questi riti goliardici si affianca un altro genere di pratica, che si è andata diffondendo negli ultimi anni in più università italiane, quella dell’affissione di locandine, goliardiche, augurali e, come i papiri, prevalentemente ironiche, sui muri interni dei corridoi antistanti le aule della discussione della tesi e della proclamazione dei nuovi dottori. La preparazione e l’esibizione di tali strumenti hanno una forte valenza linguistica, dato che la trasmissione del messaggio, in prevalenza scherzoso, ironico e parodistico, è affidata soprattutto alla lingua e all’immagine. Il connubio semiotico richiama da vicino caratteri di diversi tipi di linguaggio, da quello giovanile, a quello pubblicitario, a quello fumettistico, a quello trasmesso. È un concentrato semiotico, che mescola vari codici, italiano, dialetto, lingue straniere, e vari tratti delle varietà del parlato, dello scritto, del trasmesso. In molti casi l’effetto ludico si ottiene proprio con la sovrapposizione di più codici e varietà. Alcuni elementi richiamano il fumetto, altri la pubblicità, il trasmesso, ricorrono numerose figure retoriche e varie formule augurali o congratulatorie. La capacità, vera o presunta, di sapere ‘dominare’ la varietà alta della lingua italiana spinge gli autori delle locandine, quasi sempre amici universitari, a innestare sull’italiano tratti del dialetto, che creano effetti comici. Quello che a prima vista può sembrare un guazzabuglio di segni è in realtà il prodotto di un lavoro, ai limiti del virtuosismo, ben congegnato, di accostamenti e di elaborazioni che sfruttano le capacità più vitali e forti delle lingue in azione. I messaggi risultano efficaci comunicativamente e indicano la capacità metalinguistica di giocare con le lingue, in un contesto altamente formale, com’è quello accademico, nel suo punto più formale, com’è quello della seduta di laurea. Il gioco liberatorio e augurale dei messaggi, costruiti sull’abbassamento del registro e sul minestrone linguistico, testimonia la forza dell'impasto nella comunicazione dei giovani e serve ad alleggerire la transizione, sia sociale che linguistica, dalla fase giovanile a quella adulta.
9783631636695
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