Il saggio “attestazione e testimonianza in P. Ricoeur” analizza il bisogno che il pensatore avverte di ripensare la ragione pratica confrontandosi con Kant . Ricoeur collega la superabilità del concetto kantiano di ragione pratica ai limiti della impostazione kantiana e si ricollega alla nozione aristotelica di Areté alla quale riconosce un significato più ricco rispetto alla kantiana ragione pratica. Il saggio si sofferma sul neo-aristotelismo ricoeuriano è sottolinea come sia aristotelica la tesi che la ragione pratica non possa prescindere dal desiderio deliberativo e dalla phronesis e come il pensiero dello stagirita possa costituire un contraltare alla tesi che si possa giudicare l'ordine pratico attraverso un sapere ed una scientificità paragonabili al sapere e alla scientificità dell'ordine teorico, sviluppando, così, “l'idea mortale” che vi sia una scienza della praxis.E' sempre Aristotele, pertanto, a mettere in guarda verso una scienza applicata alla pratica.

Attestazione e testimonianza in P. Ricoeur. Atti del seminario internazionale "Allargare gli orizzonti della razionalità. Un nuovo compito del pensiero europeo", 6-8 maggio 2010, Merano.

BRUNO, Angelo Giuseppe
2010-01-01

Abstract

Il saggio “attestazione e testimonianza in P. Ricoeur” analizza il bisogno che il pensatore avverte di ripensare la ragione pratica confrontandosi con Kant . Ricoeur collega la superabilità del concetto kantiano di ragione pratica ai limiti della impostazione kantiana e si ricollega alla nozione aristotelica di Areté alla quale riconosce un significato più ricco rispetto alla kantiana ragione pratica. Il saggio si sofferma sul neo-aristotelismo ricoeuriano è sottolinea come sia aristotelica la tesi che la ragione pratica non possa prescindere dal desiderio deliberativo e dalla phronesis e come il pensiero dello stagirita possa costituire un contraltare alla tesi che si possa giudicare l'ordine pratico attraverso un sapere ed una scientificità paragonabili al sapere e alla scientificità dell'ordine teorico, sviluppando, così, “l'idea mortale” che vi sia una scienza della praxis.E' sempre Aristotele, pertanto, a mettere in guarda verso una scienza applicata alla pratica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11587/365219
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