La conservazione e il restauro di manufatti in argento e sue leghe di interesse storico, artistico e archeologico sono uno dei temi di attenzione e dibattito nel campo dei beni culturali. In passato, l’insieme delle operazioni finalizzate al restauro di un qualsivoglia manufatto storico-artistico, non sempre si sono rivelate adeguate a rallentarne il naturale processo di degrado nel tempo. Da qui la consapevolezza di impostare e perfezionare tecniche di restauro sulla base di conoscenze scientifiche sempre più approfondite e con conseguente impiego di metodi d’indagine non distruttivi. La caratterizzazione qualitativa e quantitativa degli elementi e dei composti del manufatto, non solo rappresenta uno strumento prezioso nel campo della ricerca storica (origine, datazione, ecc.), ma è anche di fondamentale importanza per una migliore comprensione e prevenzione dei processi di alterazione cui il manufatto è soggetto. Contemporaneamente lo studio e l’identificazione dei prodotti di corrosione rappresentano un prerequisito essenziale per il corretto restauro di antichi manufatti argentei e un basilare contribuito nel campo della conservazione. Il presente lavoro è finalizzato alla conoscenza approfondita e completa dell’applicabilità e dell’efficacia della tecnica di pulitura di manufatti archeologici in argento e sue leghe usando un laser UV (laser cleaning). A tale scopo gli interventi di pulitura laser sono stati monitorati da indagini di diffrattometria e fluorescenza a raggi X condotte prima, durante e dopo i trattamenti laser. Tali indagini hanno permesso di valutare la concentrazione superficiale degli elementi costituenti le patine e gli effetti fotochimici indotti dal laser.

EFFETTI FOTOCHIMICI NELL’UV LASER CLEANINGDI MANUFATTI IN ARGENTO E SUE LEGHE

BUCCOLIERI, Giovanni;ADDUCI, FRANCESCO SAVERIO;BUCCOLIERI, ALESSANDRO;CASTELLANO, Alfredo;NASSISI, Vincenzo;VONA, Fabrizio
2010

Abstract

La conservazione e il restauro di manufatti in argento e sue leghe di interesse storico, artistico e archeologico sono uno dei temi di attenzione e dibattito nel campo dei beni culturali. In passato, l’insieme delle operazioni finalizzate al restauro di un qualsivoglia manufatto storico-artistico, non sempre si sono rivelate adeguate a rallentarne il naturale processo di degrado nel tempo. Da qui la consapevolezza di impostare e perfezionare tecniche di restauro sulla base di conoscenze scientifiche sempre più approfondite e con conseguente impiego di metodi d’indagine non distruttivi. La caratterizzazione qualitativa e quantitativa degli elementi e dei composti del manufatto, non solo rappresenta uno strumento prezioso nel campo della ricerca storica (origine, datazione, ecc.), ma è anche di fondamentale importanza per una migliore comprensione e prevenzione dei processi di alterazione cui il manufatto è soggetto. Contemporaneamente lo studio e l’identificazione dei prodotti di corrosione rappresentano un prerequisito essenziale per il corretto restauro di antichi manufatti argentei e un basilare contribuito nel campo della conservazione. Il presente lavoro è finalizzato alla conoscenza approfondita e completa dell’applicabilità e dell’efficacia della tecnica di pulitura di manufatti archeologici in argento e sue leghe usando un laser UV (laser cleaning). A tale scopo gli interventi di pulitura laser sono stati monitorati da indagini di diffrattometria e fluorescenza a raggi X condotte prima, durante e dopo i trattamenti laser. Tali indagini hanno permesso di valutare la concentrazione superficiale degli elementi costituenti le patine e gli effetti fotochimici indotti dal laser.
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