Il problema dell'azionismo si delinea in termini molto complessi, non riducibili all'interno di una pura e semplice genealogia dell'azionismo dal Pd'a; il partito anzi verrà considerato come la parte terminale di tutto il movimento politico e culturale precedente. Si è inteso pertanto dare un'interpretazione fortemente estensiva al termine azionismo, non solo come cultura politica, ma anche come gruppo dirigente che sopravvive alla "diaspora" del febbraio 1946 e alla morte dell'ottobre 1947. Va fatta un'altra precisazione: la prima grande prova della cultura democratica italiana è stata la Costituzione repubblicana, una "prova superata con onore", per la presenza di alcuni dei maggiori giuristi del tempo (Calamandrei, Perassi, Mortati, Orlando), anche se è "alla Costituente che le forze laiche passano la mano" (Craveri, 1982). Il risultato elettorale dell'1,8% alle elezioni all'Assemblea Costituente spezza la "fragile armonia" tra le due componenti principali del Pd'a: quella di Lussu e quella di La Malfa. Queste molte (e differenti) "anime" si congiungono sul piano della cultura. Il processo è ben rappresentato, per esempio, in tutta la sua complessità nel dibattito sul "nuovo" meridionalismo (che va collocato negli anni 1946-47) e si caratterizza per la ricchezza di diagnosi e di proposte. Non è stato agevole orientarsi nell'esame della serie di pubblicazioni sull'azionismo, complessa questione storiografica, tormentato terreno di scontro politico, che si scandisce in singolare sintonia con le grandi stagioni del dibattito a sinistra. Si è cercato però di restare fuori dalla storiografia delle "occasioni storiche" e della "cultura della resa", di non cadere nel tranello della storiografia degli sconfitti. Ai fini del nostro discorso è stato importante fissare schematicamente alcune tappe, alcune "svolte", che possono essere enunciate nel modo seguente: a) gli anni 1940-1960 sono gli anni della "grande speranza", gli anni del Pd'a e dell'"onda lunga" dell'azionismo ("date simbolo": 1947-48; 1953 e 1960); b) il lungo decennio 1968-78, gli anni delle grandi riforme; c) dagli anni'80 ad oggi (" data simbolo" il 1989).

Interpretazioni storiografiche e dibattito culturale sull'azionismo

NASSISI, Cosima
2006-01-01

Abstract

Il problema dell'azionismo si delinea in termini molto complessi, non riducibili all'interno di una pura e semplice genealogia dell'azionismo dal Pd'a; il partito anzi verrà considerato come la parte terminale di tutto il movimento politico e culturale precedente. Si è inteso pertanto dare un'interpretazione fortemente estensiva al termine azionismo, non solo come cultura politica, ma anche come gruppo dirigente che sopravvive alla "diaspora" del febbraio 1946 e alla morte dell'ottobre 1947. Va fatta un'altra precisazione: la prima grande prova della cultura democratica italiana è stata la Costituzione repubblicana, una "prova superata con onore", per la presenza di alcuni dei maggiori giuristi del tempo (Calamandrei, Perassi, Mortati, Orlando), anche se è "alla Costituente che le forze laiche passano la mano" (Craveri, 1982). Il risultato elettorale dell'1,8% alle elezioni all'Assemblea Costituente spezza la "fragile armonia" tra le due componenti principali del Pd'a: quella di Lussu e quella di La Malfa. Queste molte (e differenti) "anime" si congiungono sul piano della cultura. Il processo è ben rappresentato, per esempio, in tutta la sua complessità nel dibattito sul "nuovo" meridionalismo (che va collocato negli anni 1946-47) e si caratterizza per la ricchezza di diagnosi e di proposte. Non è stato agevole orientarsi nell'esame della serie di pubblicazioni sull'azionismo, complessa questione storiografica, tormentato terreno di scontro politico, che si scandisce in singolare sintonia con le grandi stagioni del dibattito a sinistra. Si è cercato però di restare fuori dalla storiografia delle "occasioni storiche" e della "cultura della resa", di non cadere nel tranello della storiografia degli sconfitti. Ai fini del nostro discorso è stato importante fissare schematicamente alcune tappe, alcune "svolte", che possono essere enunciate nel modo seguente: a) gli anni 1940-1960 sono gli anni della "grande speranza", gli anni del Pd'a e dell'"onda lunga" dell'azionismo ("date simbolo": 1947-48; 1953 e 1960); b) il lungo decennio 1968-78, gli anni delle grandi riforme; c) dagli anni'80 ad oggi (" data simbolo" il 1989).
9788849812541
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