Attraverso il materiale documentario conservato nell’Archivio dello Stato Maggiore dell’Esercito italiano ed elaborato dai membri delle Missioni militari italiane presenti prima in Russia e poi in Polonia, si ricostruiscono le vicende rivoluzionarie ucraine a partire dai disordini scoppiati nel 1917, come conseguenza dei concomitanti eventi rivoluzionari russi, passando per la cosiddetta “pace del pane” di Brest nel 1918, sino alla firma della Pace di Riga nel 1921, che segnerà l’inizio della “rottura” tra un’Ucraina sovietica e un’Ucraina occidentale e polacca. I documenti analizzati (dispacci, relazioni mensili, studi dettagliati) forniscono un punto di vista “inedito” sulla particolare questione dell’Ucraina che viveva forti spinte indipendentiste interne pur essendo contemporaneamente contesa tra Russia e Polonia. La rivoluzione scoppiata nel Paese assume una particolare connotazione patriottica con l’ingresso in campo di un elemento organizzativo del tutto particolare: la Rada centrale che parla per la prima volta “a nome del popolo ucraino” e autorizza nel 1918 a Brest-Litovsk la firma di una pace separata dalla Russia con gli Imperi centrali. I documenti redatti dagli ufficiali italiani testimoniano non solo una profonda attenzione per le operazioni militari ucraine (nella consapevolezza che tanto l’Ucraina quanto gli Imperi centrali erano interessati ad indebolire l’esercito russo) ma anche per la delicata questione della “nazionalità” ucraina (coinvolta suo malgrado in una lotta fratricida, essendo le terre ucraine divise tra Russia zarista e Impero austriaco). I documenti rivelano poi la capacità dei membri delle Missioni e in primo luogo del generale Romei Longhena, che fu a capo di entrambe le Missioni militari italiane in Russia e Polonia, di valutare situazioni e avvenimenti in un quadro decisamente più ampio, fornendo peraltro importanti informazioni (acquisite anche dalla stampa locale e da documenti di provenienza ucraina) non solo al Comando Supremo italiano, ma anche alla Conferenza della pace di Parigi, dove si decideva il futuro assetto europeo. Le relazioni inviate dagli addetti militari italiani forniscono importanti e approfondite analisi della situazione economico-politico-militare ucraina nonché un’interpretazione originale dei drammatici eventi in cui l’Ucraina si trovò coinvolta nel particolare momento storico preso in esame. Sono finalizzate, infine, negli intenti degli ufficiali italiani testimoni diretti degli eventi, ad esortare le potenze internazionali in generale e l’Italia in particolare a non abbandonare l’Ucraina all’avanzata bolscevica e fare di essa, in particolare nelle terre della Galizia (contese tra Ucraina e Polonia) un avamposto per sconfiggerlo prima della sua penetrazione in Europa.

Da Brest a Riga: gli addetti militari italiani in Russia e Polonia e la rivoluzione ucraina nei documenti dell’A.U.S.S.M.E.

PELLEGRINO, MANUELA
2005-01-01

Abstract

Attraverso il materiale documentario conservato nell’Archivio dello Stato Maggiore dell’Esercito italiano ed elaborato dai membri delle Missioni militari italiane presenti prima in Russia e poi in Polonia, si ricostruiscono le vicende rivoluzionarie ucraine a partire dai disordini scoppiati nel 1917, come conseguenza dei concomitanti eventi rivoluzionari russi, passando per la cosiddetta “pace del pane” di Brest nel 1918, sino alla firma della Pace di Riga nel 1921, che segnerà l’inizio della “rottura” tra un’Ucraina sovietica e un’Ucraina occidentale e polacca. I documenti analizzati (dispacci, relazioni mensili, studi dettagliati) forniscono un punto di vista “inedito” sulla particolare questione dell’Ucraina che viveva forti spinte indipendentiste interne pur essendo contemporaneamente contesa tra Russia e Polonia. La rivoluzione scoppiata nel Paese assume una particolare connotazione patriottica con l’ingresso in campo di un elemento organizzativo del tutto particolare: la Rada centrale che parla per la prima volta “a nome del popolo ucraino” e autorizza nel 1918 a Brest-Litovsk la firma di una pace separata dalla Russia con gli Imperi centrali. I documenti redatti dagli ufficiali italiani testimoniano non solo una profonda attenzione per le operazioni militari ucraine (nella consapevolezza che tanto l’Ucraina quanto gli Imperi centrali erano interessati ad indebolire l’esercito russo) ma anche per la delicata questione della “nazionalità” ucraina (coinvolta suo malgrado in una lotta fratricida, essendo le terre ucraine divise tra Russia zarista e Impero austriaco). I documenti rivelano poi la capacità dei membri delle Missioni e in primo luogo del generale Romei Longhena, che fu a capo di entrambe le Missioni militari italiane in Russia e Polonia, di valutare situazioni e avvenimenti in un quadro decisamente più ampio, fornendo peraltro importanti informazioni (acquisite anche dalla stampa locale e da documenti di provenienza ucraina) non solo al Comando Supremo italiano, ma anche alla Conferenza della pace di Parigi, dove si decideva il futuro assetto europeo. Le relazioni inviate dagli addetti militari italiani forniscono importanti e approfondite analisi della situazione economico-politico-militare ucraina nonché un’interpretazione originale dei drammatici eventi in cui l’Ucraina si trovò coinvolta nel particolare momento storico preso in esame. Sono finalizzate, infine, negli intenti degli ufficiali italiani testimoni diretti degli eventi, ad esortare le potenze internazionali in generale e l’Italia in particolare a non abbandonare l’Ucraina all’avanzata bolscevica e fare di essa, in particolare nelle terre della Galizia (contese tra Ucraina e Polonia) un avamposto per sconfiggerlo prima della sua penetrazione in Europa.
8887940657
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