Si analizza la distribuzione delle ceramiche a figure rosse di produzione attica e protoitaliota in Puglia e nel territorio limitrofo della Basilicata durante il periodo compreso fra il secondo quarto e la fine del V sec. a.C. L’obiettivo è quello di mettere a fuoco in un’area ampia e articolata - profondamente diversificata sotto l’aspetto culturale - le dinamiche di diffusione dei vasi figurati e di chiarire i criteri di selezione adottati dagli acquirenti nelle colonie greche e nei siti del mondo indigeno. L’ambito territoriale oggetto di attenzione offre ottime possibilità per sviluppare una ricerca di questo tipo: il campione documentario attestato si configura come particolarmente rilevante sotto l’aspetto quantitativo e vario a livello qualitativo; inoltre, grazie alle ricerche archeologiche effettuate in anni recenti, è possibile impostare lo studio della distribuzione dei vasi figurati utilizzando un approccio mirato a valorizzare le informazioni sui contesti. Dall’analisi dei contesti dell’area in esame si evince infatti che, nel secondo quarto del V sec. a.C., la forte richiesta di vasi attici dalle caratteristiche ben precise costituisce un fenomeno determinante per spiegare la “nascita” - nei decenni immediatamente successivi - della produzione a figure rosse in Magna Grecia. I vasi realizzati a Metaponto e a Taranto che in numerosi contesti del terzo quarto del V sec. a.C. affiancano quelli attici, fra il 420 e il 400 a.C. si affermano in modo inequivocabile assumendo - incontrastati - il ruolo precedentemente ricoperto dai prodotti del Ceramico di Atene.

Dalle importazioni attiche alle produzioni italiote: la documentazione dell'area apulo-lucana

MANNINO, Caterina
2008

Abstract

Si analizza la distribuzione delle ceramiche a figure rosse di produzione attica e protoitaliota in Puglia e nel territorio limitrofo della Basilicata durante il periodo compreso fra il secondo quarto e la fine del V sec. a.C. L’obiettivo è quello di mettere a fuoco in un’area ampia e articolata - profondamente diversificata sotto l’aspetto culturale - le dinamiche di diffusione dei vasi figurati e di chiarire i criteri di selezione adottati dagli acquirenti nelle colonie greche e nei siti del mondo indigeno. L’ambito territoriale oggetto di attenzione offre ottime possibilità per sviluppare una ricerca di questo tipo: il campione documentario attestato si configura come particolarmente rilevante sotto l’aspetto quantitativo e vario a livello qualitativo; inoltre, grazie alle ricerche archeologiche effettuate in anni recenti, è possibile impostare lo studio della distribuzione dei vasi figurati utilizzando un approccio mirato a valorizzare le informazioni sui contesti. Dall’analisi dei contesti dell’area in esame si evince infatti che, nel secondo quarto del V sec. a.C., la forte richiesta di vasi attici dalle caratteristiche ben precise costituisce un fenomeno determinante per spiegare la “nascita” - nei decenni immediatamente successivi - della produzione a figure rosse in Magna Grecia. I vasi realizzati a Metaponto e a Taranto che in numerosi contesti del terzo quarto del V sec. a.C. affiancano quelli attici, fra il 420 e il 400 a.C. si affermano in modo inequivocabile assumendo - incontrastati - il ruolo precedentemente ricoperto dai prodotti del Ceramico di Atene.
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