Le mura di fortificazione dell’insediamento del Bronzo Medio di Roca sono una testimonianza unica nel panorama della protostoria italiana. Le monumentali evidenze strutturali sin qui documentate possono per lo più riferirsi all’orizzonte di piena fase appenninica ed il loro inusuale stato di conservazione è determinato innanzitutto dalla repentina distruzione per incendio subita dall’insediamento alla fine del XV sec. a.C. seguito ad un assedio. Sebbene le fortificazioni protostoriche di Roca siano state riedificate e ristrutturate più volte nel corso di tutta l’età del Bronzo, i dati oggi disponibili evidenziano come le strutture murarie della prima metà del II millennio a.C. siano restate probabilmente ineguagliate per complessità progettuale e perizia costruttiva. I singoli corpi di fabbrica si articolano tra loro, non solo delimitando i fronti interno ed esterno della linea di difesa (anche con strutture quali torri e avancorpi difensivi), ma disegnando – con il supporto di robuste impalcature lignee – corridoi, spazi e ambienti coperti e scoperti (su tutti la Porta Monumentale e le postierle) funzionali all’attraversamento della stessa fortificazione o allo svolgimento di specifiche attività sia al suo interno che in spazi posti nelle immediate vicinanze. Il complesso architettonico della Porta Monumentale del Bronzo Medio è probabilmente la manifestazione più esplicita sia delle capacità progettuali e realizzative che dell’elevato livello di strutturazione sociale della comunità residente a Roca. L’imponenza dei suoi volumi e l’articolata planimetria trascendono le esigenze funzionali di una porta di accesso rivelando, piuttosto, l’identità di una costruzione e di uno spazio caricati di un evidente valore simbolico, espressione culturale e ‘politica’ delle élites indigene dominanti. Un’unica architettura è stata edificata, utilizzata e riconosciuta quale opera di difesa, struttura di delimitazione territoriale, luogo dell’attraversamento e monumento di autorappresentazione politico-culturale.

La fortificazione del Bronzo Medio di Roca: forma e funzione degli accessi minori

Teodoro Scarano
2017-01-01

Abstract

Le mura di fortificazione dell’insediamento del Bronzo Medio di Roca sono una testimonianza unica nel panorama della protostoria italiana. Le monumentali evidenze strutturali sin qui documentate possono per lo più riferirsi all’orizzonte di piena fase appenninica ed il loro inusuale stato di conservazione è determinato innanzitutto dalla repentina distruzione per incendio subita dall’insediamento alla fine del XV sec. a.C. seguito ad un assedio. Sebbene le fortificazioni protostoriche di Roca siano state riedificate e ristrutturate più volte nel corso di tutta l’età del Bronzo, i dati oggi disponibili evidenziano come le strutture murarie della prima metà del II millennio a.C. siano restate probabilmente ineguagliate per complessità progettuale e perizia costruttiva. I singoli corpi di fabbrica si articolano tra loro, non solo delimitando i fronti interno ed esterno della linea di difesa (anche con strutture quali torri e avancorpi difensivi), ma disegnando – con il supporto di robuste impalcature lignee – corridoi, spazi e ambienti coperti e scoperti (su tutti la Porta Monumentale e le postierle) funzionali all’attraversamento della stessa fortificazione o allo svolgimento di specifiche attività sia al suo interno che in spazi posti nelle immediate vicinanze. Il complesso architettonico della Porta Monumentale del Bronzo Medio è probabilmente la manifestazione più esplicita sia delle capacità progettuali e realizzative che dell’elevato livello di strutturazione sociale della comunità residente a Roca. L’imponenza dei suoi volumi e l’articolata planimetria trascendono le esigenze funzionali di una porta di accesso rivelando, piuttosto, l’identità di una costruzione e di uno spazio caricati di un evidente valore simbolico, espressione culturale e ‘politica’ delle élites indigene dominanti. Un’unica architettura è stata edificata, utilizzata e riconosciuta quale opera di difesa, struttura di delimitazione territoriale, luogo dell’attraversamento e monumento di autorappresentazione politico-culturale.
2017
978-88-6938-070-9
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